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DISPREZZO SE L’OPPOSIZIONE NON FERMERA’ L’F35

dicembre 2010 by:

Non ce la prendiamo abbastanza con la mentalità che tempo fa si espresse in un editorialino, insolitamente dozzinale nell’argomentazione bellicista, del “Sole24 Ore”. Diceva: ”Dissentiamo dal sen. U. Veronesi. Ridurre del 5% le spese militari nella UE a 27 porterebbe sì 4 miliardi nelle casse dei governi. Ma meno spesa militare significa meno sicurezza di chi -come i nostri soldati in Afghanistan- è in missione all’estero nel quadro di alleanze a cui non sarebbe realistico né sensato rinunciare. E perché da sempre l’industria militare traccia la strada a quella civile. E quanto si studia e si sperimenta sulla frontiera della difesa finisce sovente per essere utile negli ospedali e nelle nostre stesse case”.

Non ce la prendiamo abbastanza per le trombette dell’ipercapitalismo e della soggezione a Washington (in questo caso, più disonorevole, al Pentagono). Le grandi firme dell’atlantismo sono il Mario Appelius (era il massimo commentatore dell’Eiar) collettivo del nostro tempo. Ma gli Appelius del Ventennio avevano alcune attenuanti. Le sciagurate guerre che acclamavano non erano più colpevoli negli intenti di quella di Giolitti per acquistare Libia e Dodecanneso, e lo furono assai meno di quella di Salandra Sonnino d’Annunzio e re Vittorio: entrambe imprese di ultimi arrivati che volevano ‘un posto al sole’. Gli Appelius del 2010 hanno zero attenuanti: fanno le persone di servizio della più obesa superpotenza della storia. Sono resi più spregevoli dal fatto d’essere inebetiti da quella loro droga che è il Pil. Chissà, forse il Mario Appelius originale avrebbe vergogna della ricchezza di morte che si promette al circondario di Cameri (Novara) se produrrà ali per il Joint Strike Fighter F35, gioiello della Lockheed Martin ( ha ucciso meno o più della Luftwaffe?) in joint venture con la Alenia/Finmeccanica del benemerito Guarguaglini.

Il “Sole 240re” ha alzato il gagliardetto della vittoria: “Un nuovo stabilimento su 124 mila mq., 21 fabbricati, 1816 addetti, 24 cacciabombardieri F35 l’anno”. Ammirazione estatica per il proclama del sottosegretario Crosetto (Difesa): “Raccogliamo i frutti di un percorso iniziato quasi 20 anni fa. Il primo stabilimento per produrre fuori degli USA un aereo americano. Portiamo in casa le tecnologie più avanzate del mondo. Si tratta di un investimento cui non si poteva rinunciare, neanche in una fase critica per la finanza pubblica come quella attuale”.

Apprendiamo che il contratto siglato tra il ministero della Difesa e Lockheed/Alenia prevede solo per l’allestimento del sito un preventivo di circa 800 milioni; che l’Italia è intenzionata a comprare 131 JSF a circa 100 milioni l’uno; e che a Torino l’Alenia produce l’Eurofighter e il C27 (quanti stipendi e dividendi, chiediamo noi, fruttarono il fosgene nella Grande Guerra e il Ziclon-B nel Lager di sterminio?).

Fin qui la reincarnazione di Mario Appelius. Ma il senatore Umberto Veronesi, che chiede lo stop all’F35, perché così timido? Rimarca solo che se l’Italia si limiterà a comprare cinquanta F35 spenderà 5 miliardi di dollari, coi quali si costruirebbero 50 ospedali e oltre 5 mila asili nido. Perché Veronesi non esige di sventrare della metà, almeno, il bilancio della Difesa? E’ un divo della chirurgia. È stato ministro. Lasci ad altri il nucleare, si metta alla testa di una campagna veramente impetuosa contro l’F35 e a favore di programmi non criminali. Se riuscisse a trascinare l’opposizione, forse la riporterebbe al potere, con la consegna di ripudiare l’atlantismo. In particolare il PD si riscatterebbe di avere, per colpa del trio Prodi D’Alema Parisi, all’incirca le stesse responsabilità di Berlusconi per l’attuale deriva militarista, senza la quale il programma JSF e l’impegno crescente nella guerra afghana sarebbero inconcepibili.

Se ancora una volta l’opposizione la darà vinta al bellicismo -ricordiamoci dell’oscena base americana a Vicenza- si meriterà un disprezzo più grave di quello che le spetta oggi. Conclamerà il diritto a governare delle destre, con o senza Berlusconi.

J.J.J.