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La stampella vaticana a Berlusconi

dicembre 2010 by:
RUINI

Per chi ha giustificato genocidi, torture, guerre e roghi, cosa volete che sia chiudere un occhio su una bestemmia, due matrimoni e qualche camionata di puttane?

Le alte gerarchie della chiesa italiana complottano all’ombra dei palazzi romani, e questa non è certo una novità. Il governo traballa, la sinistra è vista come inaffidabile, anzi come nemica. Anche il nascente terzo polo è guardato con sospetto. L’esilarante racconto di Berlusconi sulle confidenze del Segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, è esemplare: “Quando gli ho chiesto cosa ne pensasse del terzo polo, il cardinale mi ha risposto che non celebra matrimoni fra uomini, soprattutto se si tratta di Casini e di Fini”.

Troppo laico Fini per essere bilanciato da un pur devotissimo Casini. Imperdonabili certe sue scelte sul referendum per la procreazione assistita o sui casi Welby ed Englaro. Il terzo polo no, si dice in Vaticano e alla Cei. E la sinistra men che meno. Cosa ci resta eminenza?

Ovviamente Lui, sorridente, malleabile, ragionevole, gommoso. In cambio di una legislazione gradita al Vaticano, su embrioni, coppie di fatto e testamento biologico, la Santa (e meretrice) Chiesa di Roma chiuderà un occhio sui vizi privati del Presidente del Consiglio. E allora vai di constestualizzazione! Se poi il governo maltratta gli ultimi, quelli dalla cui parte ci si aspetterebbe di trovare i seguaci di Cristo, che problema c’è…nella prossima vita saranno i primi.

Ci sono parroci coraggiosi che alzano la voce contro questo scempio, e c’è anche qualche vescovo che stropiccia i piedi imbarazzato, ma è il bello della gerarchia, alla fine la voce che esce e copre tutte le altre è una sola.

Rimane un interrogativo: scomparso Berlusconi la Chiesa a chi si rivolgerà? Chi sarà il vincitore non si può sapere ora, di sicuro ci sarà una lunga fila di contendenti. Ma chissà che durante le selezioni non si riesca a far passare qualche legge di civiltà in Parlamento.

T.C.