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DUE PUGNALATORI DELLA DEMOCRAZIA

marzo 2011 by:

Se per una bizzarria della natura mi trovassi fratello o cognato dei 100 maggiori statisti della Repubblica -compresi quelli seduti nelle poltrone istituzionali più eccelse- l’unico della cui parentela non mi vergognerei sarebbe il presente gonfaloniere di Firenze, Matteo Renzi. Magari sbaglierei, magari è un cattivo soggetto, un congiurato, un Catilina dei nostri giorni. Ma i miei orecchi l’hanno sentito scandire quelle parole piene di destino ( benché blasfeme all’indirizzo della smisurata sapienza dei Padri Costituenti, i quali ci dettero la migliore delle Carte fondamentali della Via Lattea): “Il Parlamento -ha bestemmiato il sinistro Fiorentino- funzionerebbe benissimo con metà dei membri, e pagandoli la metà. Lo stesso valga per le assemblee regionali”. Il Gonfaloniere ha osato l’inosabile: “La legge assegnerebbe al Comune di Firenze 15 assessori. Noi li abbiamo limitati a 10. E il vitalizio dei consiglieri regionali andrebbe abolito. Piccole cose, ma insieme ad altre farebbero risparmiare”.

Che Renzi sia un provocatore, un eversore, uno spregiatore delle Istituzioni nate dalla resistenza e concimate dalle tangenti? Che dimentichi il fervore delle primarie pugliesi e bolognesi? Che cavalchi un’antipolitica corrosiva della compattezza nazionale, il mese stesso dell’Anniversario sesquisecolare?

Può darsi. Forse un giorno Renzi, alla testa di sediziosi con gagliardetti, irromperà mitra alla mano nei Passi Perduti di Montecitorio, nell’affollata buvette , nell’Ufficio Stipendi e Rimborsi, in altri luoghi cari al cuore e all’intelligenza di tutti noi. Attaccando le Istituzioni darà dispiaceri ai risorgimentali precursori del regime Bindi-Bocchino-Bondi: cioè a Silvio Pellico, a Mazzini, Carlo Pisacane, Amatore Sciesa, a tanti altri eroi che (a salutare eccezione degli attentatori di via Rasella) si sono sacrificati per la nostra libertà. Sono emuli di detti martiri, ai nostri giorni, ben mille parlamentari e centomila altri operatori del bene. In caso di necessità, Dio ce li conservi, i discepoli di Cesare Battisti offriranno i loro petti per salvare noi, come fecero il carabiniere d’Acquisto e padre Massimiliano Kolbe. Il vituperevole Renzi sarà tormentato dal rimorso d’aver cercato di gettare sul lastrico parecchi dei migliori tra noi. Lo sa il Bieco che l’onorata milizia parlamentare di vari politici si misura a mezzi secoli? E vuole rottamare i più insigni, coloro che hanno lottato di più!

Se un’altra anomalia della natura facesse di me un veterano di tante battaglie a Montemadama, so che promuoverei l’istituzione dell’Ordine dei Parlamentari ed altri Eletti (nel senso dei Riusciti a farsi eleggere). Nato l’Ordine, farei votare la radiazione di Renzi. Così Firenze imparerebbe a dare ascolto ai delatori, ai Tersiti che sotto Troia sparlavano dei generali achei, oggi diffamano gli zeloti della libertà. Giorni fa la Uil ha avuto l’infamia di insozzare i professionisti così indispensabili alla democrazia: i suoi uffici studi hanno propalato che sulla politica dello Stivale campano in totale, dal presidente in chief al più adolescente dei portaborse, 1,3 milioni di idealisti & idealiste, per un costo di 24,7 miliardi, non più del 2% del Pil e del 12,6% del gettito Irpef. Dice la torva ricerca Uil che in 10 anni i costi della politica, denunciati in linea ideale da moltitudini di politici e ingenuamente stigmatizzati da un referendum, sono lievitati del 40%. Un primato che i politicanti di mezzo mondo invidiano ai nostri: la vogliamo o no una democrazia avanzata?

Abominevole Angeletti pugnalatore alla gola, come quel Fabrizio Maramaldo che a Gavinana (1530) uccise l’Uomo morto Francesco Ferrucci. Canaglia di un caporione Uil, non solo ha retto il sacco a Marchionne per Pomigliano e Mirafiori, ma ha insinuato nei sinceri democratici ( darebbero il sangue per la Costituzione) il dubbio che 1,3 milioni di politicanti siano troppi, i più numerosi dell’Occidente in rapporto agli abitanti. Che costino troppo. Che abbiano l’anima meno bianca della neve.

Tuttavia mi resta il dubbio. I €24,7 miliardi stimati dai maramaldi di via Lucullo comprendono o no le tangenti, i prelievi sulla sanità e sui Trivulzi, le affittopoli, i rimborsi, le autoblu, le missioni di studio ai Caribi e altre n forme di rapina del contribuente? Se sì, quei miliardi non sono poi tanti. Applichiamo una scala mobile, sennò sfruttiamo i difensori del popolo.

In conclusione. Che fare dei sicofanti Renzi e Angeletti, visto che sconsideratamente abolimmo la pena capitale? Risposta. Diamoli in affido alla consigliera Minetti, e congiuntamente agli onorevoli e poeti Fini, Previti, Cicchitto e Finocchiaro, perché col supplizio della ruota li convincano ad emendarsi. Virtù repubblicana la trionferà!

JJJ