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RISCOPRIRE LA PIETA’ – UN INVITO DAL FILM “I GESTI DEL CARAVAGGIO”

aprile 2011 by:
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Presentato nell’ambito di eventi culturalmente importanti del Mediterraneo (a Mola di Bari, Venezia, Atene, Milano, Modena, Trieste, Napoli, Palermo, Messina, Siracusa, Padova, Roma, Argentario, Bari, San Giorgio di Nogaro, Haifa, Tel Aviv, Crema, Saint Jean Cap Ferrat); d’Europa (a Vilnius, Strasburgo, Helsinki, Copenaghen, Dublino); d’Asia (a Shanghai, Kyoto, Osaka) e d’America (a Cincinnati), il film Voluptas dolendi   I gesti del Caravaggio prodotto dalla Fondazione Marco Fodella e interpretato da  Deda Cristina Colonna danza & recitazione   e Mara Galassi arpa doppia  con la regia di Francesco Vitali e i costumi  di Barbara Pedrecca, è in corso di programmazione dal 10 aprile sul canale televisivo satellitare 728 (Classica.tv) che prevede le successive messe in onda di martedì 12 aprile 15:30   lunedì 18 aprile 12:00    giovedì 21 aprile 17:40    mercoledì 27 aprile sera 00:05   venerdì 6 maggio 9:30.

Nato nel 2002 da un’idea di Mara Galassi come spettacolo del teatro musicale con la regia di Deda Cristina Colonna, è stato accolto da critici e pubblico come un’opera d’arte contemporanea degna di nota ed è stato rappresentato in varie località della Penisola e a Namur fino al 2006. Sarà ancora una volta rappresentato in forma teatrale giovedì 12 maggio a Cremona al Teatro Amilcare Ponchielli.

Perché l’opera non finisse con l’ultima replica, ma potesse invece durare nel tempo, la Fondazione Marco Fodella ha deciso di produrne il film. Girato a Milano nella Basilica di San Marco nel 2007 con ottiche cinematografiche, il film fin dal suo apparire ha stimolato i commenti di:

Francesco Alberoni

“Voluptas dolendi  I gesti del Caravaggio” è un’opera cinematografica di grande sensibilità e originalità, che potrà divenire un classico.

Una parabola sulla caducità della vita e una manifestazione di “pietas” nei confronti di Caravaggio così come “Il mestiere delle armi” di Ermanno Olmi lo è stata nei confronti di Giovanni delle Bande Nere …

Milano 5 aprile 2008

Ermanno Olmi

Mi compiaccio della eccellente riuscita del film “Voluptas dolenti” e auguro i migliori esiti nella diffusione di questa opera di Francesco Vitali.

Asiago 22 maggio 2009

e i saggi di

Dinko Fabris  I gesti e i suoni del Caravaggio in un film   AAM-TAC ARTS AND ARTIFACTS IN MOVIE – Technology, Aesthetics, Communication  An International Journal  n.5 2008  Fabrizio Serra Editore,  rivista della Fondazione Giorgio Cini, Venezia, Istituto per la Musica, MMIX (aprile 2009) pp.21-27:

(…) Si tratta () di un prodotto assolutamente originale, anzi unico nel panorama filmico del nostro tempo. I paralleli con numerosi titoli del cinema italiano e straniero degli ultimi decenni sono ovviamente possibili e saranno certamente proposti dai critici. Possiamo cominciare a dire quel che questa pellicola non è: non una trasposizione cinematografica di una pièce teatrale; non un documentario; non un film musicale e neppure un balletto. Il film (come lo spettacolo da cui deriva) non usa una sceneggiatura con un testo moderno, bensì incasella quadri come diapositive in una presentazione ed usa le citazioni di testi antichi per far risultare una “storia” dall’insieme di movimenti, colori, luci, suoni e parole. (…) una possibile finalità è di ripercorrere l’arte visionaria del primo grande pittore della modernità, Caravaggio, per imparare a guardare che cosa di lui è rimasto in ognuno di noi (…)

Davide Verga  Intorno al film Voluptas dolendi. I gesti del Caravaggio Un’unica strategia espressiva per musica e pittura  CRITICA D’ARTE  Anno LXXI n.37-38 Gennaio-Giugno 2009 (maggio 2010) pp.31-40:

(…) Se ad essere impresse sulle tele del Caravaggio non sono idee astratte, concezioni filosofiche, bensì la realtà, gli oggetti e gli esseri viventi, sempre copiati dal vero, esplorati nelle relazioni di spazio e di luce che tra di essi intrattengono generando combinazioni ritmiche ed emotive, l’omaggio dell’arpista Mara Galassi e della danzatrice-attrice Deda Cristina Colonna all’arte di Michelangelo Merisi pare davvero uno dei più illuminati e fecondi fra i numerosi proposti negli ultimi anni. …

Dotato di sottotitoli in francese, inglese, spagnolo e tedesco (lingue alle quali si sono aggiunte il lituano  e il giapponese per le proiezioni in Lituania e in Giappone), accompagnato da un raffinato libro bilingue italiano inglese di 84 pagine in edizione numerata  (rilegato, con sovra coperta e custodia) questo primo  campione di ArtFILM, ora anche in DVD, ha tutte le caratteristiche per poter essere conosciuto e apprezzato ovunque nel mondo presso chi abbia la necessaria sensibilità artistica e passione musicale, come prova il successo delle presentazioni che si sono susseguite dal Mediterraneo all’Europa e dall’Asia all’America.

Mostrando come l’opera pittorica di un grande maestro quale Caravaggio possa influenzare gli artisti contemporanei anche in campo cinematografico, questo film ribadisce l’unità delle arti e nega il concetto di progresso nell’Arte. Può essere un’occasione da cogliere per coniugare la pittura con la musica, la danza, la recitazione e l’architettura. Sottolineare questa vicinanza reciproca delle arti serve anche a richiamare l’attenzione dei giovani, oggi troppo distratti verso forme di banalizzazione dell’arte, su forme espressive ed estetiche che sono elementi fondanti della nostra memoria collettiva e del nostro patrimonio culturale.

La lingua usata nel film, che appartiene essenzialmente all’epoca di Caravaggio, forse proprio per la sua straordinaria attualità che porta a riflettere sulla natura e l’uso della lingua, sembra essere senza tempo; un invito alla riflessione che permette di fare paragoni con altri grandi film alla luce di un tema dominante, poiché qui come ne Il mestiere delle armi (2001) di Ermanno Olmi, al quale questo film si avvicina, il sentimento prevalente è quello della pietà (pietas), un sentimento che andrebbe oggi riscoperto.

Il film apre una visione inedita sul mondo del grande pittore, soffermandosi sull’epoca in cui è vissuto e facendoci così entrare direttamente nel suo sguardo, capace di fissare come fotografie sonore e in movimento l’esistenza quotidiana del suo tempo, non tanto dissimile dal nostro.                                  

www.fondazionemarcofodella.it

APPENDICE                       

(si veda anche http://it.wikipedia.org/wiki/Michelangelo_Merisi_da_Caravaggio#Film_su_Caravaggio)

Dopo la nascita del film in formato DVD sono apparse numerose recensioni; eccone alcune frasi scelte:

(…) Quel che piace, a parte la bellezza intrinseca della fotografia e il magnetismo complessivo delle immagini, è il garbo antididascalico della fantasiosa operazione teatrale. Come una partitura musicale, Voluptas dolendi non vuole certificare qualcosa o influenzare il nostro modo di vedere Caravaggio e le coreografie o di ascoltare le musiche ma suggerire domande: spandendo incanti. Insegna a vedere il silenzio e a sentire i colori. Non solo quelli di Caravaggio.

Angelo Foletto  in SUONARE news ottobre 2010 n.165

 (…) Pur facendo nel titolo esplicito riferimento al Merisi, il film non incorpora nessuna esplicita riproduzione delle tele del Caravaggio, ma, al contrario, mette in primo piano una curatissima selezione di musiche strumentali. Si tratta, in gran parte, di brani originali per liuto o per clavicembalo, appartenenti a un arco cronologico esteso tra la prima metà del Cinquecento e la prima metà del Seicento. (…) Con grande efficacia Gian Mario Benzing (sul CORRIERE DELLA SERA) ha descritto il singolare svolgimento: «È come trovarsi dentro un quadro del Caravaggio, e il quadro prende vita; un’arpa, una danzatrice, un perfetto gioco di luci e scene hanno ricreato celebri quadri del Caravaggio attraverso la musica e la coreografia».

Marco Bizzarini  in EIDOS luglio-ottobre 2010 n.18 che dedica la copertina della rivista al film

(…) DVD a tiratura limitata e numerata e un volume rilegato accluso di assoluto pregio grafico che riunisce testi in lingua italiana e inglese. Francesco Vitali ha curato la regia, la fotografia e l’adattamento cinematografico sviluppando un pensiero che già esisteva (…)  il film non è infatti una semplice ripresa dello spettacolo, ma di quello conserva tutta l’efficacia, l’intelligenza, la raffinatezza con cui evoca le sontuose coordinate “multimediali” di una originale rappresentazione barocca.                                  

Massimo R. Zegna  in AMADEUS novembre 2010 n.252

(…) Potremmo definirlo come una «sinestesia in movimento», in cui vengono ricreati alcuni fra i più celebri quadri del Caravaggio tramite la danza e la recitazione (…) e le incredibili luci che il regista Francesco Vitali ha saputo ricreare (…) Davvero è quasi impossibile descrivere a parole, o tantomeno evocare, la suggestione e la pura bellezza di questo atto di fede nell’arte (…) arricchito infine da un “making of” e da alcune schede che accostano in maniera esplicativa i quadri del Caravaggio alle corrispondenti scene del film: e il libro accluso, elegante e suggestivo, è qualcosa che va ben al di là del fascicolo di accompagnamento.                            

Nicola Cattò  in MUSICA novembre 2010 n.221

 I gesti dei quadri più famosi di Caravaggio, colti con sensibile intuizione nel loro segreto ritmo interno, si raccontano in questo intenso dvd promosso dalla sempre raffinata, colta Fondazione Marco Fodella, che da un elegante spettacolo della stagione di concerti, poi portato con successo in giro per il mondo, ha tratto questo film-documento, intrecciato di pagine rare rinascimentali, affidate all’arpa incantata di Mara Galassi, e di emozionanti evocazioni di passi e parole, con la bravissima Deda Cristina Colonna, evocata dalla regia di Francesco Vitali nei silenzi immoti di San Marco, a Milano.                                            

Carla Moreni  in Il Sole 24 Ore domenica 14 novembre 2010 n.313

 (…) Come nel teatro barocco si susseguono quadri (nel senso di scene) in cui si respira l’atmosfera delle opere del grande artista, resa con un senso della scena, della luce e dei costumi (di Barbara Petrecca) veramente suggestivo. Talvolta da una scena di ballo si materializzano le posizioni assunte in un celebre dipinto, altre volte è la rappresentazione di un dipinto che si scompone in una serie di passi di danza. Bravissime sia Deda Cristina Colonna che recita e balla sulle note di alcune composizioni musicali dell’epoca, sia Mara Galassi che le esegue. Il rischio era di fare una semplice miscellanea di generi e di forme d’espressione oppure una serie di citazioni artificiose. Niente del genere. Si intuisce che sia costato un certo sforzo, ma il film riesce a parlare di pittura, letteratura, musica e danza, fondendo tutto in modo personalissimo e diventando un’opera esso stesso …                                       

Andrea Bardelli  in ANTIQUA dicembre 2010

 

(…) L’opera di Vitali … mostra come poche volte abbiamo avuto occasione di vedere (non solo al cinema), il piacere della melanconia e la liberazione della voluttà… la melanconia che attraversa l’intero film è sottolineata dalla musica stellare dell’arpa doppia di Mara Galassi, dall’interpretazione magica, estraniante, surreale di Deda Cristina Colonna… dai costumi importanti … di Barbara Petrecca e siamo avvolti, si può dire, dalla bellezza poetica dell’adattamento cinematografico, la fotografia e la regia (commovente) di Francesco Vitali… l’immaginario di Caravaggio è qui espresso nella condizione più alta, …

Pino Bertelli  in TRACCE n.33 marzo 2011 volume XXX

Redazione