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L’UPPER CLASS SA QUELLO CHE FA

giugno 2011 by:

Quando, mille e più anni fa, un re pagano si faceva cristiano, l’intera corte lo seguiva nella fede. Sovrano e capi guerrieri erano una sola cosa, che poi imponeva al popolo la conversione. Il 15 e 29 maggio l’Upper Class italiana, poteri forti e salotti di retaggio compresi, ha abiurato il paganesimo berlusconiano e si dispone a praticare riti, in paramenti arancione, che un tempo aborriva. Ha fatto bene: l’anomalia turbocapitalista e porcacciona era durata troppo, era divenuta aberrazione. Ma come mai l’Upper Class si fida ora di gestori e di intendenti che entrano dalla porta di sinistra?

Si fida perché in 66 anni li ha conosciuti a fondo. E’ dal 25 aprile 1945 che i padroni del vapore monitorano i politici di sinistra. Sanno per certo che sono addomesticati, anzi sono nati domestici. Le verifiche più convincenti le hanno compiute con Prodi e D’Alema. I due capipattuglia della Gauche al potere non hanno fatto alcun graffio al capitalismo, alcuno sgarbo a Bush; al contrario. Hanno fornito contingenti (spesati da noi) alle imprese del Pentagono. Hanno disonorato Vicenza costringendola nel reticolo planetario delle basi USA. Hanno spiccato ordini per flotte di corvette e di cacciabombardieri. Hanno adottato le tariffe di Wall Street per remunerare gli alti manager a peso d’oro, come gli indiani affamati facevano con certi loro prìncipi, imparentati con una o più divinità.

All’occorrenza i reggitori della Gauche si sono fatti lo yacht e si sono acclimatati alle deliziose terrazze romane, adorne di principesse pontificie però disponibili al progresso. Anzi: quattro Sommi Bonzi di indiscussa militanza bella-ciao si sono incorporati nel fasto quirinalizio, senza porsi problemi di coscienza. Se ne ponevano i papi atei che fecero Roma inimitabilmente bella con le indulgenze e i soldi destinati ai poveri di Cristo?
L’Establishment conosce i suoi polli. Sa che gli Arancioni non morderanno alcun polpaccio, oppure morderanno con le gengive, senza canini e molari. L’Establishment sa che il personale politico di sinistra, pur meno stomachevole di quello di destra (la nostra destra; in Francia i Legittimisti avevano stile), è negato a compiere opere di giustizia. Se le tenta, fallisce perché il popolo non li stima. Quanto a noi, sappiamo che gli Arancioni appartengono alla stessa antropologia dei loro avversari. Lo ha dimostrato, di nuovo, il Sessantaseiennio dal ’45. I sinistri diverranno credibili quando vivranno una mutazione genetica, quando saranno un’altra stirpe, capace di idealismo e di profezia, non di solo senso pratico. Stirpe piuttosto di Gioacchino da Fiore che di Niccolò Machiavelli.

Al momento uno solo tra i trionfatori di maggio, il sindaco di Milano, è chiamato a fare qualcosa di nuovo, nelle piccole cose ma subito. Pisapia forzerà al limite il fisco comunale, ripristinando l’Ici sulle prime case costose e con ciò deludendo i suoi nuovi fan che-hanno-gli-indirizzi-giusti? Farà viaggiare gratis in tram i soli bassi redditi, oppure alla Prodi-D’Alema aborrirà il populismo e assegnerà equanimi pass anche agli arteriosclerotici con miliardi? Rinuncerà a promuovere i luoghi dello chic, dell’arte per pochi e dei cristalli sofisticati, in modo da dare un tetto a quelli che dormono sui marciapiedi e agli sfrattati con bambini? Giuliano ha giustamente additato che le periferie meritano di più: farà cose impegnative o visite pastorali con bagni di folla sottoproletaria?

Sul piano nazionale, presto o tardi le sinistre vinceranno le elezioni: ebbene non accadrà nulla. Sentiamo da decenni che i costi e i furti della politica sono insopportabili, ma è sicuro che non si abbasserà né il numero né la voracità dei cleptocrati. Che si manterranno due Camere-doppioni, con numeri tripli del necessario nonché munite di un camerino di 120 scrocconi chiamato Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Che imperverseranno migliaia di organismi fatti per mantenere centinaia di migliaia di galoppini. Che non si ridurranno a un terzo i bilanci di ministeri nocivi quali Difesa ed Esteri, e non se ne cancelleranno altri come Pari Opportunità. Che non ci ritireremo da decine di spedizioni all’estero e dalla Nato. Che il Quirinale resterà un pinnacolo di prestigio ridicolo però costosissimo, un’offesa a quella che fu l’etica repubblicana. Che insomma il Potere Arancione non farà nulla di virtuoso. I precari, gli handicappati, gli ultimi, non si facciano idee false.

Hanno ragione gli Indignati di Spagna: NO LES VOTES. Né gli uni né i loro avversari. Le cose cambieranno solo se passeremo a una democrazia opposta all’attuale, niente politici a vita e con partiti senza palazzi e senza potere.

L’Ussita