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10 IDEE SPERIMENTALI PER IL PARTITO DEMOCRATICO

novembre 2011 by:
PDcerchio_ø10.eps

Idee perché il Pd, partito meno pessimo degli altri, si dia un programma aggressivo ma condivisibile dai tanti che detestano le sinistre

Sono da rifiutare tutti i partiti di oggi. Quelli di domani avranno natura opposta: sodalizi di ideali invece che associazioni a rubare/usurpare. La democrazia diretta cancellerà la delega elettorale e le urne, selezionerà ‘random’ un corpo politico ristretto, qualificato e non di carriera -la nuova Polis- che a turni brevi, non rinnovabili, fornirà i decisori, li affiancherà e controllerà col computer in tempo quasi reale. I partiti saranno modesti incubatoi di ipotesi e seminari.

 

Nell’immediato, tuttavia, c’è un partito, il Pd, forse meno ripugnante degli altri. Per offrirsi almeno quale male minore deve assumere i contorni precisi che non ha. Un suo manifesto programmatico dovrebbe premettere: Vogliamo un’innovazione avanzata, vogliamo la demolizione di parte dell’esistente, ma non siamo sinistristi. Le sinistre hanno perso quasi tutte le battaglie, e le vittorie conseguite, cominciando da quelle sindacali, sono state di Pirro. Siamo la gente, quasi tutta la società, che aspira a pensare e ad agire affrancandosi in parte dal passato.

 

  1. Le leggi del mercato e della proprietà non sono eterne: vanno emendate. I diritti acquisiti non sono sacri bensì ridimensionabili. E’ imperativo cancellare gli eccessi di disuguaglianza. Il fisco dovrà arrivare ad avocare i redditi più alti, retribuzioni bonus liquidazioni e vitalizi compresi. Se individui o segmenti sociali minacceranno di abbandonare l’Italia, il loro esodo non sarà contrastato: però coloro che esporteranno i capitali e in altri modi saboteranno il nuovo corso dovranno lasciare fisicamente il territorio nazionale ed essere espropriati della metà dei beni (comunque intestati: il Codice civile va riformato). Le persone e le categorie renitenti saranno sostituite da giovani  volenterosi e meno esigenti. L’esodo dei veri e propri redditieri sarà incentivato, visto che di fatto contribuirà a ridurre le iniquità tra i cittadini.
  2. Se queste ed altre misure andranno contro il liberismo dell’Europa, è ipotizzabile l’uscita dall’Unione.
  3. Le conquiste delle lotte sindacali saranno attenuabili. I privilegi dei lavoratori iperprotetti saranno ridimensionati tanto quanto quelli dei proprietari di beni e dei titolari di diritti  acquisiti. I conflitti di lavoro, scoraggiati e quando occorra proibiti gli scioperi, saranno composti da organismi paritari di conciliazione obbligatoria. Le manifestazioni nei centri urbani saranno tendenzialmente vietate. I cortei violenti, le occupazioni di luoghi pubblici, strade, ferrovie, ecc. verranno repressi anche con mezzi più punitivi quali i ‘water cannons’.
  4. Le imprese che saranno accertate come non competitive dovranno chiudere. Ai senza lavoro sarà assicurato un sussidio commisurato, quale che sia il loro precedente livello retributivo, alle esigenze vitali minime delle famiglie dei ceti popolari.
  5. Il Partito democratico ripudia l’atlantismo e si impegna a ridurre dei tre quarti le spese belliche e quelle diplomatiche, di rappresentanza e prestigio, cominciando dal livello  più alto. In particolare saranno azzerati gli stanziamenti per ogni capacità offensiva delle Forze armate; queste ultime saranno dimensionate alle sole esigenze difensive, di polizia e ordine pubblico. L’uscita dall’Alleanza atlantica comporterà la fine delle nostre missioni militari all’estero, a parte i rari casi in cui la vicinanza geografica imponga limitati programmi umanitari.
  6. Per avviare la riforma generale dello Stato la Costituzione va sospesa, e così pure l’operatività della Corte costituzionale. Il Parlamento sarà ridotto ad una sola Camera di circa 200 membri, e nella stessa misura si abbasseranno le dimensioni, i costi e i compensi di tutti gli organismi elettivi. Cancellati i vitalizi. Il Consiglio dell’economia e del lavoro verrà abolito assieme ad alcune migliaia di enti inutili, province comprese. I Comuni andranno accorpati. Il personale superfluo non sarà assorbito da altre amministrazioni e riceverà il limitato sussidio di cui sopra. L’abbassamento del suo tenore di vita non costituirà un’emergenza collettiva; anche perchè colpirà tutti i dipendenti pubblici e quelli delle imprese senza mercato.
  7. Una patrimoniale severa e progressiva dimezzerà il debito pubblico. Solo i beni e le attività  caritatevoli beneficieranno di sgravi e di contributi. Nessun sostegno ai partiti e loro organizzazioni e media. L’afflusso dall’estero di lavoratori a basso costo e l’asilo politico saranno scoraggiati. L’accoglienza sarà sostituita da importanti iniziative di soccorso e sviluppo nei paesi d’origine, iniziative da attuare direttamente e sotto nostra protezione armata. I paesi i cui governi non accetteranno queste modalità non saranno aiutati.
  8. I disoccupati, prima di tutto giovani, vedranno ridotti i sussidi man mano che, per non più di tre volte, rifiuteranno i lavori loro proposti. La scuola nobiliterà coi suoi mezzi il lavoro manuale qualificato, anche per contrastare l’attrazione sui giovani delle carriere impiegatizie e delle libere professioni considerate prestigiose. Alcune di queste ultime dovranno essere scoraggiate da riforme strutturali e da modifiche normative: per esempio si ridurrà, assieme al familismo/nepotismo, il bisogno di avvocati, consulenti tributari, odontoiatri, addetti alla comunicazione, alla pubblicità, ecc. Ai notai saranno tolti privilegi, attribuendo parte delle loro funzioni ad altri pubblici ufficiali e abbassando le loro tariffe. Lo sport professionale, la moda, lo spettacolo, parte delle attività culturali e dei media, le produzioni  senza utilità sociale non riceveranno fondi pubblici. La Rai sarà privatizzata, il canone abolito. Il contribuente darà limitati sostegni alle sole attività di contenuto elevato e ai programmi specifici a favore dei disabili e degli svantaggiati.
  9. Lo Stato e la mano pubblica promuoveranno stili di vita e di consumo più semplici. Tutte le espressioni del lusso e del superfluo saranno colpite da prelievi supplementari, i cui ricavati copriranno il (misurato) sostegno ai larghi segmenti sociali che perderanno il reddito. La ‘Italian way of life’ sarà più consona alla tradizione, cancellati però i privilegi della ricchezza e ristrette  secondo bisogno le libertà del demo-capitalismo consumista e plutocratico.

10. I giovani, i disoccupati e le famiglie disposte a sperimentare modi di vita innovativi riceveranno incentivi se si associeranno in kibbuz, confraternite laiche o no, comunità e gilde, al fine di lavorare e vivere insieme: non solo per affermare modelli nuovi, egualitari e solidali, anche per abbassare i costi del sostentamento nella realtà dell’impoverimento diffuso e del rigetto del benessere consumistico.

L’assieme di queste proposte e di altre collegabili apparirà utopico. Ma se la maggioranza sociologica si farà coinvolgere dal concetto di un’innovazione avanzata in contesto semicollettivista e solidale, scevro di velleità antagonistiche e trasgressive, le apparenze utopistiche si depotenzieranno e un avvenire semi-socialista farà meno paura.

Antonio Massimo Calderazzi