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MONTI IN USA VASSALLO INCANTATORE

febbraio 2012 by:

Ogni tanto va ripetuto: le cose che si scrivono in Internauta riflettono l’opinione di chi firma, e basta. A volte alcuni amici condividono.

Alla vigilia dell’arrivo a Washington di Monti, governante di uno dei paesi satelliti, Obama si è fatto intervistare dalla “Stampa”; il suo ambasciatore a Roma, David Thorne, ha fatto lo stesso col “Corriere della Sera”. Si usa così. Sugli elogi  all’Italia del primo è da fare una tara in più: Obama aveva degli speciali doveri di cortesia nei confronti  di  chi gli faceva visita di omaggio e in più era universalmente acclamato (la copertina di ‘Time”,  le accoglienze festose dei Vip yankee, ecc.)

Thorne, mezzo ambasciatore e mezzo ‘resident’ (nella tradizione dell’impero britannico i rappresentanti di Londra presso certi Stati semi-indipendenti  p.es. dell’India o della penisola araba si chiamavano residenti), Thorne dicevamo non aveva i doveri presidenziali di cortesia verso un ‘associato’ di grande prestigio. Perciò il linguaggio dell’intervista al  “Corriere” è più asciutto. Thorne ha parlato da ‘resident’: e la più imperiosa delle sue affermazioni è “l’Italia è diventata l’alleato più affidabile degli Stati Uniti in Europa”.   Nel  sommario dell’intervista il “Corriere” ha scritto “il più affidabile sul Continente”; ma va da sé che se Thorne aveva parlato di Europa, intendeva quell’aggregato senza il Regno Unito, chissà forse senza Cekia e senza qualche altro svogliato.

Se Thorne ha potuto caratterizzarci  come i più affidabili non è solo perchè il trio Monti-Terzi di Santagata-ammiraglio Di Paola sia quanto di più identificabile coll’appartenenza alla Nato e alla demoplutocrazia. Pure perché ciò che resta dell’antica sinistra è entrato nell’osservanza americana, cominciando da Napolitano, da D’Alema, da  Romano Prodi conduttore d’una scalognata coalizione dei progressisti, sinistristi lunatici compresi. Se l’ambasciatore di Obama ha potuto annetterci è perché sa che la nostra classe politica, idealista e coerente com’é, ha cancellato l’antiamericanismo. Bastino le insistite affermazioni dell’ex-comunista sul Colle, secondo cui la guerra coloniale in Afghanistan, droni ammazzacivili compresi, è ‘giusta’.

Il residente Thorne ha impegnato la Repubblica nata dalla Resistenza (prevalentemente comunista) su altri punti sui quali si sapeva legittimato anche da Colle/D’Alema/Prodi. Alla timida domanda dell’intervistatore se l’Italia, trovandosi senza soldi, potrebbe comprare meno cacciabombardieri F35, il Residente ha risposto a muso duro: “Forse qualcosa cambierà nei tempi del programma, però non nell’impegno per il programma”. All’altra domanda del timido: “Taglierete la presenza nelle basi in Italia?” , un netto “Non credo ci saranno cambiamenti significativi”.

Il Colle con Monti, D’Alema e Prodi non dovrebbero farsi trovare impreparati nel caso l’Unione Europea si sfaldi un po’ più. Compilino in ogni dettaglio la domanda d’annessione quale Stato libero alla Confederazione stellata. Il posto c’è, quello che Puerto Rico, legalmente ‘Commonwealth/Estado Libre Asociado de Puerto Rico’, ha declinato d’accettare. Così la Repubblica nata dalla Resistenza manterrebbe dignità e indipendenza. Il Commonwealth of Italy potrebbe senza arrossire comprare tutti gli F35, gli elicotteri, le fregate lanciamissili, i droni, i carri pesanti che occorrano. Occorrano per cosa? Per difendere la demoplutocrazia planetaria. Washington arruola mercenari a costo zero, anzi a profitti sulle fatture F35.

A.M.C.