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MARIO MONTI FATTI CATTIVO!

marzo 2012 by:

Apprendiamo che assai più burocrati, generali ed ammiragli di quel che credevamo superano la retribuzione di 295 mila, dichiarata dal governo Monti il limite insuperabile per un servitore dello Stato. E si infittiscono i moniti a non cedere alla tentazione della ‘invidia sociale’. Invidiare (o meglio condannare: cosa diversa) i trattamenti da nababbi sarebbe, secondo gli ammonitori, molto scorretto, più o meno quanto fare rutti e peggio in società.

Ma prima di discettare di invidia sociale, aspettiamo di vedere se Monti terrà fede agli annunci. Se saccheggerà gli emolumenti ingrossati dal malcostume repubblicano. Se lo farà, Monti risulterà uno dei sommi governanti dell’Italia unita, pari a Cavour, a Giolitti e, con tutto il rispetto per il culto dell’antifascismo, a Benito Mussolini (“un gran monello” lo avrebbe chiamato Giuliano Ferrara. Forse che non aveva persino più grinta di Silvio?).

Se invece Monti si darà per vinto, come sembra aver fatto con lobbisti e tassisti, sarà un giorno nerissimo per uno Stivale che era stato abbacinato dalla speranza. Giorno nerissimo, però ragione in più per acuire volontà e intelligenza contro il Vecchio Ordine. Oggi sappiamo meglio di prima che i Proci meritevoli d’essere spenti dall’arco spietato di Odisseo comprendono, oltre ai gerarchi della politica e ai capitalisti dall’anima torva, anche i troppi burocrati, boiardi e generali. Se Supermario sarà sconfitto, dovremo tutti allentare le redini alla fantasia per fomentare la vendetta contro lobbies e corporazioni.

Le previsioni a breve non sono buone. Da parte dei mandarini ci si attende un contenzioso così accanito da azzerare le previsioni di risparmio, e più ancora i propositi moralizzatori. Commissioni parlamentari del malaugurio hanno già enunciato il divieto di reformatio in peius sui trattamenti in corso: al massimo sarebbe legale tagliare i contratti futuri. Inoltre lo stesso (vulnerabile) decreto del governo concede, assieme a qualche altra strenna, la possibilità di sforare del 25%, a favore di alcuni squaloburocrati ‘fuori ruolo’, il famoso tetto 295 mila; inoltre ammette “variazioni per anzianità”. Sono colpevolmente protetti dai tagli i bonzi e le tenie di Camera Senato Consulta Quirinale palazzo Chigi, e speriamo basti così. Restano i nodi di quei cumuli di incarichi che portano le retribuzioni a livelli di ‘feeding frenzy’. Insomma le chances per i sabotatori sono ampie. Bande di legali preparano già attentati che facciano deragliare il convoglio (però legittimino ritorsioni). Ci saranno ricorsi senza numero ai Tar e, visto che la nostra mirabile Costituzione è dalla parte del nemico, alla Consulta.

Il pericolo più grave viene dai ‘diritti acquisiti’, è qui che si vedrà che uomo è davvero Mario Monti. L’imperativo è cancellare i diritti acquisiti, con più ferocia ai livelli alti di retribuzione e, soprattutto, di pensione. Il Governante della Grande Speranza dovrebbe sentirsi più demiurgo e più demolitore-ricostruttore che prudente regista e pacato gestore.

Legittimato e spronato dall’emergenza compia alcuni gesti di forza, trascuri e irrida la Consulta, sbaragli gli obiettori giuridici (‘summum ius summa iniuria) e porti avanti la bonifica dell’alta burocrazia civile e militare. Chi contesterà venga destituito a zero pensione (le alte pensioni andranno colpite più degli alti stipendi). Se il ruolo esercitato dal contestatore è proprio essenziale, si nomini un rimpiazzo relativamente giovane, pagato meno e obbligato a sottomettersi alla ‘reformatio in peius’.

Tutto ciò sa di rivoluzione, oppure è semplice e sbrigativa attuazione di misure già sancite? I giuristi eccepiranno, ma siano lasciati eccepire. Lamentino pure gli oltraggi a Madonna Costituzione. Invochino pure l’intervento armato delle divisioni della UE, dei corpi d’armata ONU, dei Marines e dei Navy Seals. In almeno 25 secoli i nostri giuristi e avvocati hanno fatto abbastanza danno. Sono i vigilantes e le guardie giurate degli interessi costituiti. È giusto renderli inoffensivi. Le garanzie del Codice civile, le prassi consolidate, le conquiste sindacali, le gratifiche, le propine, le altre gagliofferie degli alti gradi, vanno spazzate via una buona volta. Passata l’emergenza, compiute molte altre opere di giustizia, istituiti assegni ai bambini dei carcerati e dei barboni, si potrà forse ripristinare qualcosa. Forse. Poco.

Porfirio