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M5S PDL ASTENSIONE: TUTTO TRANNE IL PARTITO DEMOGERIATRICO

febbraio 2013 by:
* Camere/ Roberto Fico è il candidato M5S a presidenza Camera

Comunque andranno le cose, da noi si chiude il secolo della sinistra bacchettona, protesa un tempo a sovvertire, oggi a difendere l’esistente. Lo prova lo sgomento dei cappellani intellettuali, e più ancora dei burocrati, del postcomunismo di fronte alle novità: tutte le novità, non solo quella delle Cinque Stelle. Oltre metà del Paese, tra astenuti e voti per Grillo e altri, non ne può più del perbenismo riciclato Bersani D’Alema Napolitano Finocchiaro (come del destrismo volgare). Non ne può più delle superstizioni: democrazia rappresentativa, fedeltà alla Costituzione oligarchica, glorie resistenziali e sindacali, diritti, fedeltà europea (in realtà atlantica), patriottismo di partito, obbedienza al mercato. Oltre metà del Paese ha capito che i mantelli, le stole e i paramenti rosso-stinto addobbano una realtà Ancien Régime.

Provò il sindaco di Firenze con la sua geniale rottamazione a trasformare il Pd nel partito delle novità, dunque potenzialmente della maggior parte degli italiani. Gerarchi, pensionati, sagrestani e bizzochi serrarono i ranghi a difesa e il Vecchiume vinse. Il trionfatore delle primarie credette di garantirsi l’apoteosi prendendo al suo fianco un vezzoso governatore similbolscevico da Terlizzi (Bari): al partito degli sperimentati e dei responsabili avrebbe apportato estro e spirito cor cordium.

Il Vezzoso apportò solo il tre per cento dei voti, facendo fuggire un multiplo dell’apporto. Il rimmel sinistrista non  fece maliosi, bensì cisposi gli occhidei candidati Pd. Ancora una volta è confermata una verità sancita già nel 1948 (per non parlare dell’Ottocento e del  primo  Novecento): il grosso degli italiani non vuol sentir parlare sinistrese. Consigliò ‘Internauta’: se vogliono bene al popolo le sinistre cambino connotati, si diano altre bandiere, oppure si sciolgano. E’ quel che faranno, abbastanza presto.

Il 25 febbraio 2013 è venuto il Dies irae. Lo Stivale ha espresso una collera che nessun sondaggio aveva previsto. Per odio al sinistrismo ha persino imposto un immorale ritorno di Silvio, ritorno impensabile quando la premiata Casa di riposo di largo Nazzareno appariva destinata a ereditare la Repubblica. Un tot non piccolo di elettori ha stranamente valutato i peccati della Destra meno gravi di quelli del duo Bersani-Vendola. Il Muro di Berlino è già caduto da un quarto di secolo ma molti -esagerando- non vogliono sdoganare gli innocui ex-comunisti.

Oggi Grillo è sospettato di affari in Costarica. Ma il Movimento non è solo Grillo. Le 5 Stelle vittoriose sono accusate di lavorare per il tanto peggio. Ma come negare al loro disegno una coerenza vantaggiosa per tutti? Hanno saputo compiere l’exploit prodigioso di avvicinare il 25 luglio dei partiti. Perché non dovrebbero andare fino in fondo, puntare al potere? La furibonda sobillazione del Genovese ha felicemente osato l’inosabile, convincere le moltitudini che lo Stato è loro, non dei partiti e dei loro furfanti; che i Proci possono essere sterminati da un Ulisse che impersona il Popolo e lo vendica.

Più di un punto programmatico del M5S appare delirante: far abortire l’Europa, per dirne uno. Potrà essere lasciato cadere senza danno. Peraltro, quanto al fronte internazionale, non si può del tutto escludere che questo o quell’esperimento del laboratorio Italia (v. il presente Internauta) possa riprodursi altrove, dentro o fuori l’Unione. Esperimento audacissimo sarà, se sarà, ridurre i partiti a club di discussione, da bande di oligarchia e rapina che sono.

Ancora più audace sarà, se sarà, velocizzare l’ineluttabile passaggio alla Democrazia Diretta, come i Fati esigono.

A.M.C.