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LA FORZA TELLURICA DI UN PAPA CHE SI CONTRAPPONGA AI PREDECESSORI. E FRANCESCO…?

marzo 2013 by:
Papa-Francesco

Cinquemila giornalisti di tutto il mondo hanno chiesto l’accreditamento per seguire il Conclave. Saranno cinquantamila il giorno che apparirà possibile ciò che questa volta nessuno si attende: l’avvento di un papa rivoluzionario, cioè molto più cristiano. Oppure la trasformazione di un papa continuista come gli altri in uomo della rottura.

Così com’è il mondo, così com’è in particolare l’Occidente, il Pontefice potrebbe essere -non diciamo affatto ‘è’- la massima autorità morale del pianeta. Nessuno si sognerebbe di affermare questo p.es. del presidente degli Stati Uniti: egli risulta spesso, al pari di altri statisti importanti, la più alta delle autorità immorali.

Se diciamo che un Papa del futuro potrebbe migliorare il mondo, come nessun imperatore saprebbe, è in quanto quel Papa impersonerebbe un grande pensiero; gli statisti e i grossi teorici no. Morti sia l’ateismo marxista, sia il materialismo liberista/conservatore, il cristianesimo -come altri credi superiori- muoverebbe un’azione irresistibile. Quella cristiana è, insieme a quella islamica, la sola sopravvissuta tra le dottrine salvifiche.

Protestano i puristi che la parola di Cristo non è una dottrina né un’ideologia. In astratto hanno ragione, ma tant’è: gli atei e gli agnostici non credono alla Rivelazione, eppure anche per loro il cristianesimo è, almeno in Occidente, un pensiero di salvezza. Giorni fa Angelo Scola arcivescovo di Milano diceva parole al tempo stesso fuorvianti ed eterne: “La missione della Chiesa è di annunciare sempre la misericordia di Dio, annunciarla anche all’uomo sofisticato e smarrito, anche in questi tempi grami”. E’ fuorviante limitare la missione della Chiesa all’annuncio della misericordia di Dio. Molti non credono in Dio (il che non toglie nulla all’immensa realtà delle fedi, anche se considerate espressioni solo umane). E molti non considerano Dio misericordioso, visto il male e il dolore che Egli, onnipotente, permette. Ma il cardinale di Milano ha inoppugnabilmente ragione: l’Annuncio varrà “anche per l’uomo sofisticato e smarrito, anche in questi tempi grami”.

Siamo partiti dai 5000 giornalisti venuti dai Continenti. Sono accorsi per conoscere un papa che, per quel che è dato sapere, risulterà “inutile” oppure sconfitto, come i predecessori: troppo simile a loro, troppo condizionato  dalla continuità. I giornalisti accorreranno in numeri giganteschi, e con ben altre attese, il giorno che presentiranno la venuta di un pontefice aspramente nuovo. Anche i continenti che non adorano il Dio della Cappella Sistina, anche gli uomini ‘sofisticati e smarriti’ di Angelo Scola saranno tramortiti, più di Paolo sulla via di Damasco, dalla novità dirompente, tellurica, di un Papa in grado di offrirsi come guida di tutti gli uomini. I più non lo accetteranno come messaggero e profeta del Dio unico. Ma come conduttore morale sì, se si contrapporrà al retaggio frustrato.

Che annuncerà al mondo il Papa della nuova età? Non la misericordia di Dio, né la sua onnipotenza; anzi  confesserà la debolezza e le sconfitte del Padre. Non solo il Figlio, anche il Padre è salito sulla croce. Il Rifondatore del cristianesimo, anzi del senso religioso del vivere, si rivolgerà agli uomini quali generatori essi stessi dell’anelito. Gli uomini vanno nelle chiese (nelle moschee, in ogni altro tempio) per riscattarsi dalla miseria di vivere e morire senza speranza; e la liturgia vivifica il torpore dell’anima.

Il Ricostruttore restituirà la Chiesa alla povertà, rafforzerà l’aiuto ai poveri e la dedizione alla giustizia. Però l’accresciuto impegno sociale sarà solo il mezzo. Il fine sarà convincerci della porcinità dei disvalori, della bassezza dei moventi che ci imprigionano: arricchirci, consumare, abituarci al male. Dunque la missione sarà spiritualizzare il pianeta, Farlo vergognare dell’egoismo capitalista, delle troppe disparità, di innumerevoli altre abiezioni

Spiritualizzare il pianeta: solo con le opere. Le parole convinceranno sempre meno, fino a che scorreranno come acqua sul marmo. Dopo due millenni di parole, di quotidiane esortazioni al bene, la Chiesa è fragile, sempre meno rilevante. Impressionerà quando darà esempi fulminanti. Quando il Papa compirà atti demolitori, perciò clamorosi: ripudiare le abitudini e le prassi, abbandonare Roma, ripudiarne i paradigmi, vendere a favore  dei poveri i palazzi fastosi, come dicono abbia fatto l’arcivescovo di Boston per indennizzare le vittime della pedofilia. A quante malazioni la Chiesa dovrà riparare, non col denaro,  dopo lunghi secoli di potere temporale, di nepotismo, di cento altre degenerazioni e tradimenti del Vangelo?

Nel 1945 due atomiche misero fine al conflitto mondiale. L’atomica del Papa sarà, un giorno forse lontano, la rottura col passato.

l’Ussita