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FINITE LE SINISTRE, CHI GUIDERA’ LA SANTA INSURREZIONE

maggio 2013 by:

Proprio per avere trionfato troppo e troppo a lungo, il liberismo/capitalismo è più esposto di prima all’attacco dei suoi nemici. Gli imperi soccombettero tutti, per vecchiaia o per superiore forza dei loro avversari; accadrà anche all’impero del denaro. Un Paese come il nostro dovrebbe essere primo in Occidente -per alcuni suoi primati del passato, come per il fatto d’essere sottomesso alla peggiore delle repubbliche- ad aggredire l’Esistente: i grandi patrimoni, le eredità, i diritti acquisiti, i redditi non guadagnati, i vitalizi, i guadagni eccessivi del management, degli alti burocrati, di altri servi-padroni. Si imporranno larghe avocazioni ai danni della gamma medio-alta.

Ma nulla di tutto ciò accadrà se a contrastare l’esistente resteranno le sinistre, cioè il nulla. Se le sinistre non dichiareranno forfait, l’esistente si perpetuerà. La maggioranza sociologica detesta le sinistre al punto di darla vinta al peggio del peggio: da noi al berlusconismo, in Francia alle Duecento Famiglie, all’eterno establishment britannico, germanico, etc., oltre che ai nuovi ricchi di mezzo mondo.

Di quali sinistre parliamo? Di tutte. Da noi non c’è solo la necrofilia dei ‘comunisti’, una parte dei quali, annientati come Rifondazione, hanno creduto di illeggiadrirsi come Sel. Umiliati anche come vendoliani, da qualche settimane si aggrappano all’ultima delle scemenze: quella che il fissato Stefano Rodotà, il Camille Desmoulins di Cosenza, e Maurizio Landini possano condurre alla riscossa un’altra ‘cosa rossa’. Il vero Desmoulins, montagnard forsennato, finì sul patibolo della Révolution, come del resto Hébert, Danton e altri ultras. Il patibolo di Rodotà sarà un agiato retirement pluripensionato. Quanto all’ipersindacalista Fiom, vittorioso estromissore dalla Penisola della grande industria, dovrà vedersela coi tanti che grazie a lui avranno perso il lavoro.

Al di fuori della nicchia del marxismo de cuius, ad intermittenza epilettica o semplicemente comica, c’è la sinistra mainstream: la balena pigmea dei Bersani Letta Epifani, da sempre alla ricerca di farsi perdonare la vocazione ai Palazzi, ai poteri forti e ai bonifici bancari. Farsi perdonare come? Imbellettandosi con la foto di Vasto, con le similnozze homo, con lo jus soli, con la marsina ministeriale alla Kenge (oculista sì, ma non per curare i tracomatosi del Congo), con decine di altri atteggiamenti, ceroni e costumi di scena.

E’ il corpo semi-paralitico della sinistra non lunatica, maggioritaria nel Pd ma eternamente minoritaria nel Paese: incapace di capire, di accettare che se vuol bene al popolo dovrà dichiarare forfait, sciogliersi, togliersi di mezzo. Il capobonzo del Colle ha precettato il Pd a governare in società col Cav, ma questo non lo salverà, continuando la sceneggiata zapaterista. La gente non sopporta più nemmeno la sinistra benpensante. Non la stima, sa che, in aggiunta all’inefficienza, essa è bugiarda e ladra. In sessantasette anni di repubblica, la sinistra di regime non ha fatto, al meglio, che confermarsi erede del sinistrismo fallimentare 1919-22. Per il resto ha malversato  e rubato come la destra. Dai tempi di Togliatti, poi a partire dal compromesso storico, si è fatta malvolere al punto di risultare oggi impotente di fronte alle prevaricazioni del sistema: anche perché è parte del sistema.

Chi allora farà la Santa Insurrezione contro l’oligarchia capitalistico-cleptocratica? Gli eventi dovranno avere  una valenza sismica, ma meglio  non parlare di rivoluzione. Sì di insurrezione, di cacciata dei feudatari e degli usurpatori. La rivoluzione è stata annunciata a vanvera troppe volte. E poi molto, dell’ordine delle cose generato dai millenni, andrà  difeso anzi rilanciato.

In prima linea nell’insurrezione dovrà essere la società, la gente. Dicendo no a tutti i partiti e a tutti gli agglomerati di potere, i cittadini dovranno darsi un Nuovo Ordine, basato sulla democrazia diretta e su un inedito neo-collettivismo solidale, antiliberista ma libero e amico dell’uomo. I cittadini sono di solito amorfi, bisognosi di una guida. I movimenti di contestazione frontale tipo Cinque Stelle, coi loro difetti e contraddizioni, contribuiranno a scalzare gli assetti. Ma l’ ispirazione, l’impulso etico, verrà probabilmente da un grande leader non politico ma religioso. Se tale leader esiste già e si chiama Francesco lo sapremo abbastanza presto, dai fatti dirompenti e concreti non dalle allocuzioni e dai gesti, in sé entusiasmanti. Altrimenti dovrà sorgere un Maestro e  Condottiero che oggi non conosciamo. Quanto agli annunci di cambiamento dai Palazzi istituzionali, essi valgono meno di zero.

Un’avvertenza. Le novità più incisive saranno probabilmente contrastate dall’Europa dell’immobilismo. All’occorrenza bisognerà prescindere dall’Europa e denunciare le alleanze di sottomissione agli USA.

A.M.C.