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L’ANCIEN REGIME DEI GIULIANI AMATI RESISTE MA CROLLERA’

settembre 2013 by:

Quando il Quirinale ha insediato Giuliano Amato nella Corte della manomorta costituzionale si è preso atto che Napolitano sta  rafforzando la presa sua e della Casta che presiede sul peggiore assetto politico dell’Occidente. Fin qui, poco da aggiungere: il potere si difende. F.D.Roosevelt fece una grossa infornata di giudici suoi partigiani nella Corte Suprema. La vulgata è che il suo New Deal vinse la Grande Depressione. Invece questa si trascinò fino ai grandi programmi di riarmo, quando Washington riuscì a provocare Pearl Harbor. Fu la guerra a cancellare la disoccupazione, più la quasi-miseria dei farmer (anche canadesi).

E’ più importante mettere in luce  nella nomina di Amato un aspetto laterale, la sfrontatezza dei privilegi che si accompagnano alle carriere ai vertici della società politica. Una stima dei giorni scorsi fa ascendere l’assieme delle pensioni ed emolumenti di Amato a circa 69.000 euro al mese, quasi tutto denaro del contribuente. Chi percepisce più o meno quanto 140 pensionati al minimo è certamente un prodotto d’eccellenza della meritocrazia. Ma c’è dell’altro, che disonora la nostra Polis. Alcune migliaia di individui di meriti non eccezionali, ciambellani e ras burocratici compresi, godono di trattamenti analoghi a quelli dell’ex-notabile craxiano (del quale si dice abbia sollecitato interventi pubblici o parapubblici a favore del tennis club di Orbetello, che presiede; la tradizione era che sganciasse il tennista presidente).

Le retribuzioni dell’alto management privato si sono anch’esse impennate, anzi sono impazzite, sui modelli delle corporations USA. Dicono che Dick Fuld, l’ex capo della Lehman Brothers la cui bancarotta nel 2008 avviò la crisi mondiale, è stato sì condannato a pene pecuniarie (non devastanti), però ha percepito in un dodicennio poco meno di  mezzo miliardo  di dollari. America docet.

Restiamo allo Stivale. Qualcuno crede che il nostro congegno politico-culturale potrà un giorno esprimere un Dracone o un Licurgo, individuale o collettivo, capace di fare giustizia delle iniquità e brutture peggiori? Risposta: per come è la nostra politica, nessuno crede. La sinistra gauchiste è sempre stata una frangia lunatica, che non conterà mai nulla. A poco meno di un secolo dalla Rivoluzione d’Ottobre, a un secolo e mezzo dall’apparizione dell’anarchismo, la gente preferirà sempre il Borbone, oppure il Vizioso da Arcore, oppure chiunque altro si qualifichi antibolscevico.

La sinistra razionale, teoricamente a vocazione maggioritaria, è capeggiata da un ex-stalinista circospetto, oggi guadagnato al liberismo, alla difesa  della proprietà e in più innamorato dello sfarzo della reggia pontificia-sabauda e del militarismo atlantico. Nei giorni in cui il mondo viene folgorato dall’utilitaria R4 e da altre scelte o mosse pauperistiche di papa Francesco, Napolitano rifiuta di chiudere il Quirinale e di ridurre il costo delle Forze armate di cui è comandante supremo; cioè si proclama conservatore Tory.

Qualcosa di simile fa, in pratica, l’alta gerarchia del Partito democratico impersonata da Massimo D’Alema. Il più ricco tra i plutocrati del pianeta potrebbe affidare il suo patrimonio alla società di gestione postcomunista D’Alema-Finocchiaro-Cùperlo & Associati. C’è la possibilità che il Pd  si dia a Matteo Renzi e dunque ‘asfalti’ o comunque batta la destra berlusconiana. Ma Renzi ha promesso di  portare al Pd la maggioranza sociologica, non di rilanciare l’equità; e non la rilancerà.

Nessuno sa ciò che faranno le Cinque Stelle. La lotta alle diseguaglianze e ai soprusi dovrebbe essere una loro ragion d’essere; ma non è detto. E’ certo che se non saranno all’altezza un’altra, più efficace, forza antagonista dovrà nascere. La protesta sociale si allargherà perché la ripresa sarà debole. Un grosso settore dell’elettorato finirà col preferire all’astensione o alla rassegnazione il sostegno a un movimento migliore  delle 5Stelle. Se l’insurrezione spontanea sarà insufficiente un Conduttore, demagogo o no, dovrà levarsi a guidare l’azione popolare.

Ricapitolando. La politica di questa Terza Repubblica che nasce malata oncologica non potrà nulla contro la feudalità dei partiti, dei poteri forti, della Costituzione scritta dai giuristi della cleptocrazia, dell’ipercapitalismo, dei sindacati parassitari, dei ‘diritti’ zapateristi, degli intellettuali opportunisti, delle disuguaglianze che crescono, dei privilegi vecchi e di quelli di nuova generazione. Il Paese dovrà insorgere, da solo o dietro un leader anti-sistema che sia mosso più da impulsi neo-etici che dalle morenti categorie del sinistrismo. Per salvarsi, il berlusconismo-dopo-Silvio continuerà a fomentare, persino a finanziare il sinistrismo. Ma alla fine la gente capirà. Chiuderà d’impeto l’ultima fase dell’Ancien Régime dei profittatori della Resistenza.

Porfirio