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NON SARA’ CONGENIALE ALL’EUROPA IL SEMISOCIALISMO DEL NOSTRO FUTURO

novembre 2013 by:

Ci sarà pericolo per l’Europa -hanno ammonito Enrico Letta ed altri- se le elezioni di maggio daranno ai partiti del cosiddetto populismo antieuropeo un quarto del Parlamento di Strasburgo. I sondaggi dicono che in vari paesi dell’Unione le propensioni di questo tipo si aggirano sul 20%, con qualche punta più alta. Per molti di noi che dal giorno del Trattato di Roma, anzi dalla fine della guerra, abbiamo sognato una patria continentale sono notizie molto cattive.  Tuttavia:

1) non è certo che l’integrazione europea resterà per sempre nelle mani di conduttori per burla come Lady Ashton e Van Rompuy; oppure dei burocrati brussellesi di sempre. Non è probabile, ma potrà sorgere un vero leader, capace di iniziative che infiammino i cuori;

2) più ancora, non è detto che l’Europa che conosciamo sia quella giusta per tutti. Forse i paesi più minacciati dal declino e dalla concorrenza globale non potranno permettersi indefinitamente il liberismo, la proprietà individuale, il perseguimento della crescita, le altre deità adorate nell’Unione.

Si prenda l’Italia (o la Grecia o il Portogallo, nazioni in vario grado povere di quel ‘grasso’ rappresentato dalle risorse naturali). Se le cose continuassero come sono, l’emergenza sociale diverrebbe tale da esigere questa o quella forma di semisocialismo, di neo-collettivismo, di comunitarismo spinto. Andrebbero rimosse o almeno accantonate le componenti fondamentali del mercato occidentale: iniziativa privata, proprietà, diritti acquisiti, dialettica/combutta tra imprese e sindacati, giochi parlamentari, meccanismi elettorali e partitici, libertà di manifestare, scioperare, ed altro.

L’Europa è ancora condizionata dalla fede nella democrazia rappresentativa. Invece gli italiani, forse, si ricorderanno d’essere stati spesso nella storia più creativi degli altri;  dovranno perciò riaprire il laboratorio dell’innovazione e adottare/additare modalità di democrazia opposte a quelle, decrepite, delle urne elettorali e degli impostori della politica come professione e come rapina.

Sempre che la decadenza produttiva/competitiva continui, come si potrebbero garantire 700 euro al mese a tutti i disoccupati con famiglia -disoccupati ed esuberi di qualsiasi livello: alti burocrati e generali compresi (spariscano i diritti acquisiti!)- senza espropriare proprietà e redditi al di sopra dei livelli che oggi consideriamo medi? Come scongiureremmo la rivolta o anche solo la disgregazione sociale senza sospendere buona parte delle leggi del mercato? Esempi: oggi le banche sono protagoniste, domani potrebbero diventare marginali e ausiliarie. Oggi gli investimenti privati sono incentivati il più possibile, domani si ridurrebbero a rivoli. Oggi non è pensabile una realtà economica senza liberi professionisti (avvocati, commercialisti, ingegneri), domani nascerebbero servizi pubblici i cui laureati fossero pagati dalla collettività e operassero come i medici delle ASL, con segmenti di prestazioni libere  per i soli solventi facoltosi.

Il passaggio al ‘semisocialismo in un paese solo’ implicherebbe centinaia di svolte non rivoluzionarie ma crude: riduzione a un quinto di bilanci tradizionali come difesa, diplomazia, prestigio delle Istituzioni (inclusa la Più Alta), costi della politica; cancellazione dei trattamenti e delle pensioni dei livelli superiori (le funzioni  più elitarie non sarebbero retribuite, e tanto meglio se alti personaggi lasciassero). In breve si imporrebbero un considerevole livellamento delle condizioni e una sostanziale politica di decrescita. Tutto ciò contrasterebbe con gli indirizzi e gli imperativi dell’Unione Europea; dunque implicherebbe l’uscita dal Mercato comune e persino una parziale autarchia.

Messa così, non risulterebbe eccessivo prendere sul tragico l’ipotetica uscita dall’Unione di uno Stivale comunitarista spinto? L’integrazione continentale quale è, modellata sulle istituzioni capitalistiche e sulle priorità economiche, non tollererà le deviazioni o sperimentazioni semisocialiste. Ma, come si diceva sopra, situazioni come la nostra -se  si aggraveranno- non permetteranno di restare nell’area del liberismo e della proprietà privata above all.

A.M.C.