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SPAGNA DALL’ORGOGLIO DEL CID CAMPEADOR ALL’INFANTA INDAGATA E ALLE TANGENTI

novembre 2013 by:

Quando, il 23 gennaio 1981, il tenente colonnello Tejero Molina tentò il colpo di coda franchista contro la Transicion (alla testa di 200 guardie civili occupò per poche ore la Camera bassa delle Cortes), re Juan Carlos apparve in televisione e intimò alle Forze armate e al Paese di bloccare il conato dei nostalgici dell’autoritarismo. Da quel momento il Borbone divenne il beniamino di quanti usavano essere malevoli verso le teste coronate (l’attuale era stata imposta agli spagnoli dal Caudillo).

Trentadue anni dopo,  l’idillio tra il progressismo e la Casa Reale appare illanguidito. L’atletico sovrano che nel 1981 si era fatto ‘Defensor’ della democrazia -oggi il corrispondente del ‘Corriere’  lo definisce “re di sangue e di pubbliche relazioni”- è in imbarazzo per una serie di scandali. Nel 2012 Juan Carlos suscita disapprovazione per una battuta di caccia all’elefante nel Botswana, perdipiù pagata da un ricco saudita. Non fa nulla per nascondere i suoi amori con la bellissima principessa tedesca Corinna zu Sayn-Wittgenstein. Accetta in dono da 25 ricchi imprenditori lo yacht ‘Fortuna’, 41,5 metri, motori Rolls Royce, velocità 130 km/h, valore 18 milioni. Da un armatore catalano ha ricevuto un 16 metri a vela. I politici delle Baleari,  conservatori come  socialisti, hanno deliberato l’ampliamento della tenuta a disposizione dei Reali: 20 milioni per quattro ville bordo acqua a Minorca. A carico dei contribuenti 500 agenti addetti alla protezione dell’Augusta Famiglia, più una  motovedetta e un aereo di scorta al ‘Fortuna’.

Alcuni mesi fa il re ha rinunciato allo yacht per il costo eccessivo della sua gestione (un pieno di carburante 25.000 euro). I ricchi che lo avevano donato reclamano il diritto di riprenderselo, laddove di norma i doni del genere passano allo Stato.

Sono sulla bocca di tutti gli spagnoli le disavventure giudiziarie dell’Infanta Cristina, figlia del Re. E’ moglie di Ignaki Urdangarin, un finanziere o affarista già incriminato per  corruzione. E’ essa stessa  indagata per evasione fiscale. Forse la Procura finirà per archiviare il fascicolo: insufficienza degli elementi d’accusa. Ma la vicenda va oltre la persona della principessa reale. E’ una parabola che racconta (anche qui) il declino dell’etica pubblica. Una nazione che affrontò una Guerra civile crudele nel nome della coerenza e dell’onore si è data ordinamenti ‘democratici’, con una classe di governo  quasi altrettanto immorale quanto quella dell’Italia, dalla quale l’odierno sistema spagnolo ha imparato a tralignare.

Apri a caso un quotidiano progressista (El Pais) e uno conservatore (Mundo): raccontano tangenti e malversazioni indistinguibili dal nostro malaffare politico. Valgano i titoli della stessa settimana d’ottobre: ‘El caso (appalti, tangenti) de dos hermanos de la ministra Banez, responsables de la  empresa Constructiones Jual de Robles’. ‘El caso Amy Martin (conflitto d’interessi   nel  Psoe)’. ‘Caso Bàrcenas (finanziamenti illegali al PP’).  Indagine dell’Agenzia Tributaria e della ‘Unidad de delinquencia economica  de la Policia’ su dieci anni di mosse fiscali, commesse e altri affari della società Aizoon dei duchi di Palma (l’Infanta Cristina e il marito). ‘El juez instructor evalùa si imputar de nuevo a la hija del Rey’.  ‘La Guardia Civil detalla la supuesta trama vinculada a Lanzas, de blanqueo (lavaggio di capitali); comisiones a los politicos’. ‘Detencion de dos dirigentes sindicales por malversacion’.  Reati urbanistici: corruzione di 13 ex-consiglieri comunali di Marbella. ‘Financiacion y desorden’. ‘Extranas atenuantes del caso Malava (corruzione)’. ‘Liderazgos heredados (cariche pubbliche che passano per eredità)’. ‘Transferir lo social a las autonomìas duplica el gasto  (la spesa)’. Fin qui “El Pais”.

“El Mundo”: ‘Infanta Cristina cobra (percepisce) dos sueldos en su trabajo en Ginebra’. ‘El ex asesor de urbanismo de Marbella podrìa pedir (chiedere) permiso para salìr (uscire) de la carcel (la pena, 11 anni più 200 milioni di sanzione pecuniaria) para ejercer de padrino (di nozze)’. ‘Condenar a los sindicatos salvando a los politicos?’. ‘El fraude y la corruption’. ‘Mas de 3.000 personas detenidas o imputadas por defraudar al Fisco’. ‘Mas de 17.000 milliones la perdida por trampas (infrazioni) con el IVA’. ‘Hubo (ci furono) pagos a los politicos’.  ‘Caso Fabra, ex presidente de la  Diputation de Castellon’. ‘Aclarar qué sucediò en el PP (finanziamenti illegali’). ‘El Fiscal General insiste en salvar a la Infanta’. ”Todos complices? (nel PP)’. ‘Politicos bajo (sotto) sospecha: nueva revelaciones’. ‘Las comidas (pranzi) de la UGT (centrale sindacale) pagadas por Gandia (fatture false, assessori socialisti’. ‘Condenar a la juez Coro Cillan por prevaricacion’. ”Tiembla (trema) el aparato de extorsion’. ‘La anchura (‘vastità) de la corrupcion sindical en Andalucia’. ‘El PP pide (chiede) explicaciones a la presidenta de Andalucia’. ‘Los sindicatos cobraban (incassavano) por partida doble’. ‘Anticorruption (organismo inquirente) pide dos millones de fianza (cauzione) para el ex diputado Ramon Diaz’. In una parola: ‘Espagna en la hora del desencanto’.

Prima della modernità, del benessere e delle urne elettorali la Spagna aveva l’orgoglio dell’onore. Le cronache d’oggi sono spietate.

Anthony Cobeinsy