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EXTREMA RATIO DELLA RIVOLUZIONE DI RENZI: UN 25 APRILE PORTOGHESE CONTRO IL VECCHIO

maggio 2014 by:

Il 25 Aprile giusto -cioè non ideologico/settario, non vestito di paramenti gappisti, non comico in quanto fatto di Bella Ciao intonate da cleptocrati e portaborse- lo festeggiò il Portogallo: lo meriteremmo anche noi. Il 25 aprile 1974 gli ufficiali giustizialisti presero il potere a Lisbona e nel paese intero. Senza bagni di sangue, però grazie alla salutare minaccia di usare le armi. Non avessero rotto la legalità, governerebbero ancora i pronipoti di Carmona, Salazar e Caetano. Il governo del paese, per un po’ anche delle grosse colonie africane, passò alla giunta di generali portata sugli scudi dal ‘Movimento dei capitani’, cioè dai quadri giovani delle forze armate che avevano voluto la Rivoluzione dei garofani.

Una volta tanto le sinistre di tutto il mondo ebbero ragione a inneggiare: i militari non erano -e non sono- obbligatori arnesi della reazione legittimista. In Portogallo furono l’esatto contrario. Sostenuti anche dai comunisti di Cunhal, imposero con le spicce nazionalizzazioni e contenute misure socializzanti.

Ma quella del 1974 non fu una novità. Molte delle rivolte che per un secolo movimentarono il regno lusitano, a partire dalla restaurazione dei Braganza detronizzati da Napoleone, poi dalla loro trasformazione in monarchi costituzionali, furono opera degli ufficiali ‘liberali’ (così si chiamavano allora nella penisola iberica i progressisti, generalmente laici e perfino massoni). La Repubblica non sarebbe nata a Lisbona (1910) senza l’iniziativa militare. Nel 1926 gli ufficiali parteciparono all’avvento della Dittatura, intesa come bonificatrice, degenerata sei anni dopo nel regime autoritario-clericale di Salazar (il quale peraltro, autorevole accademico, aveva salvato l’economia). In Spagna l’intero Ottocento e il primo trentennio del Novecento videro il ruolo decisivo degli ufficiali progressisti -l’ultimo e il più efficiente dei quali fu il generale-dittatore filosocialista Miguel Primo de Rivera. Anche nella Guerra civile agirono gli ufficiali di sinistra, soprattutto nel campo repubblicano ma qualcuno in quello opposto.

Non occorre aggiungere altro a quanto sappiamo sul giustizialismo/progressismo della maggior parte dei militari in politica nel Terzo Mondo, da Ataturk a Peron a Sukarno a Nasser agli altri. Oggi buona parte del pianeta sarebbe molto più arretrato se i militari (in quanto detentori delle armi ma anche, più spesso che no, in quanto portatori di istanze di modernità e giustizia sociale) non avessero soppiantato le caste feudali/tribali e i collaborazionisti dei dominatori coloniali.

Tutto ciò, per dire cosa? Questo: Portogallo Spagna Turchia Terzo Mondo insegnano che, oltre ai militari reazionari, o semplicemente servizievoli verso il potere come sono stati i nostri, esistono e hanno agito i militari di segno opposto, quasi sempre in ruoli positivi raffrontati al vecchio dei notabili tradizionali. E per dire che un ruolo decisivo potranno svolgere nell’Italia posseduta dalla casta cleptocratica, ove le grandi riforme di Renzi falliranno e se l’eventuale ripresa non creerà abbastanza occupazione. A quel punto risulterà conclamata l’impossibilità di riformare dall’interno e legalmente un assetto pessimo come il nostro. La legalità repubblicana difende un esistente sinistro. Lungi dall’essere un capolavoro di diritto e di socialità, la Carta dei Padrigni costituenti è una gabbia di ferro a protezione di privilegi, ingiustizie e ruberie (il furto è la struttura portante del regime che attende il maglio demolitore). La Costituzione del 1948 va sventrata.

Matteo Renzi, oltre ad azzerare i bilanci militari orientati alla guerra, cioè all’atlantismo imposto dagli Stati Uniti, dovrebbe riconsiderare fuori dell’ideologia tradizionale il ruolo civico di quel settore del mondo militare che chiamiamo giustizialista. Perché non dovremmo avere un nostro 25 Aprile dei capitani e di qualche generale monostella non-conformista? Potrebbe annientare il sabotaggio delle riforme.

Ci pensi il Premier, visto che sulla distanza potrà risultare sconfitto dalla coalizione di tutti i conservatori sinistra/destra. Scandagli il mondo dei militari. Individui i nuclei meno solidali coll’esistente. Si faccia amici un pugno di ufficiali di fegato, all’occorrenza disposti a cancellare la Casta invece che ubbidirle. Il Vecchio Ordine non merita di farcela una volta di più.

A.M.C.