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L’ULTIMO APOLOGETA DELLA GUERRA MADRE DELLA STORIA

ottobre 2014 by:

Com’è indignato, Ernesto Galli della Loggia, perchè papa Benedetto XV – definì “inutile strage” la guerra del 1914-  “ha avuto la meglio, ha vinto”! Peggio: “Sono ormai solo roba d’archivio le due altre interpretazioni di quell’evento bellico: quella del presidente Wilson (la guerra come l’ultimo scontro tra la libertà dei popoli e la tirannide della Realpolitik) e quella di Lenin :”una semplice lotta intestina al capitalismo imperialista, anticamera della rivoluzione mondiale”.

Come deplora, il Nostro, il tono e i contenuti delle commemorazioni centenarie!  “Tutto un ricordo della cecità dei politici di quegli anni, delle bugie della propaganda, degli orrori delle trincee, della crudeltà degli ordini, dei disagi disumani della vita quotidiana, della carneficina degli assalti, delle mutilazioni. Tutta un’analisi critica della retorica, dei miti, delle lugubri cerimonie del lutto, dei cimiteri di guerra, dei monumenti ai militi ignoti e non. Tutto un ripescaggio di diari strazianti. Solo questo insomma sembrerebbe che fu quel conflitto per gli europei di oggi. Un puro e semplice insieme di negatività che cancellano tutto il resto”.

Ecco ‘tutto il resto’, che dovrebbe gonfiare di sana allegria gli europei, invece di andare avanti a commiserare vedove e orfani: “Tanto per dirne una, l’acquisita indipendenza di tre o quattro nazioni europee”. Posto che la loro indipendenza fosse tanto importante per tutti noi da esigere un conflitto mondiale,  va ammesso che la vita delle genti divenne molto più bella  dopo il nascere delle Figlie della Guerra! Fu una Polonia voluta gigantesca dai disegni germanofobi di Parigi e dalla cerebralità di Woodrow Wilson, l’insigne inventore della Società delle Nazioni, generatrice di paci sempiterne (peccato che non seppe impedire la morte dell’Abissinia, la militarizzazione della Saar, le rapine del Sol Levante in Cina, infine la Seconda Guerra Mondiale).

Furono tre repubbliche baltiche, non propriamente generate da Serajevo. Sorte tra il 1920 e il ’22, durarono meno di vent’anni  (furono catturate da Stalin), dopodiché gemettero mezzo secolo sotto l’Urss; ora sono sguattere e guardarobiere della Casa Bianca. L’Estonia ha un terzo di popolazione russo; si vedrà quanto a lungo vivrà indisturbata. Anche Lituania e Lettonia hanno minoranze che guardano a Mosca. Le creazioni meglio riuscite di Versailles furono naturalmente Cecoslovacchia e Jugoslavia. La prima morì nel 1938; rinacque sventurata, poi si spaccò sul serio. La seconda, subito dilaniata dalle lotte tra serbi, croati ed altri, si è frantumata in quattro o cinque Stati. Tutti odiatori dell’unità  imposta dai vincitori del 1918-19, elargitori di felicità.

Altro beneficio del massacro fu, secondo Galli dL, “il definitivo tramonto di ceti sociali come l’aristocrazia”. Questo è vero: oggi regna una quasi-uguaglianza in reddito tra l’One per cent e l’altro 99%. Per la verità questa uguaglianza è venuta un novantennio dopo il trionfo del Bene, novantennio includente rivoluzioni e il secondo conflitto mondiale. Da sola, la mattanza apertasi nel 1914 non bastò a livellare e far esultare le nostre società.

 

Aggiunge, il Bellicista di via Solferino, che al solo costo di molti milioni di morti,  mutilati e altre tragedie, gli scampati alle granate e ai gas tornarono dal fronte “con un senso nuovo di cittadinanza e di mobilitazione politica”. Salvo nostro errore, tale “senso nuovo” generò comunismo, fascismo, nazismo, altri ismi, di conseguenza un’altra guerra da decine di milioni di morti. “E’ vero -ammette Galli dL “tutte le guerre sono “inutile strage”: ma si dà il caso che esse abbiano quasi sempre l’effetto di cambiare il mondo”. Secondo noi, per avere un mondo migliore non resta che Benedetto XV faccia sapere dal Cielo d’essersi pentito: le guerre non sono né stragi, né inutili.

La collera di GdL non si placa, anzi  si fa furibonda: “Oggi la dimensione della potenza come cuore e strumento della politica ci appare bestemmia. Sempre inutile e disumana ci appare la morte. Per effetto di tutto questo la guerra è completamente uscita dal nostro orizzonte pratico ed emotivo: se non come male assoluto (…) Provi ognuno a decidere quanto realistica sia l’idea di un mondo senza conflitti”. Anatema finale: “Questa è l’ideologia che attualmente ci opprime: intrisa di individualismo e di umanitarismo. Siamo  indotti a vedere nella guerra null’altro che un puro e semplice insieme di negatività che cancellano tutto il resto”.

“Tutto il resto” lo abbiamo visto: Cecoslovacchia, Jugoslavia, comunismo, fascismo, Hitler, Stalin,WW2. Questa riabilitazione della guerra come Madre della Storia è talmente forsennata/esilarante da risultare frenopatia (dementia praecox). Ma non  preoccupiamoci granché del turbamento degli studenti del prof.Galli dL. Passati gli esami, i giovani rideranno senza freni del bellicista in cattedra. Al Corriere della Sera, piuttosto, non sono esterrefatti delle assurdità stampate sui benefici dei massacri?

E tuttavia: mala tempora currunt. Nello sconciato Corriere d’oggi – così egemonizzato da materie come Valentino Uomo, Lifestyle, Estri della Moda, Benessere femminile, Food writing, Sapori&Amori, Cene in terrazza, etc- perché non dovrebbe esserci posto per i surriferiti pensieri Dr.Stranamore/ Signor Veneranda? Oltre a tutto essi sono ammantati di nostalgie bismarckiane (“per le grandi questioni, sangue e ferro”) e clausewitziane. Nostalgie ridicole, è vero. Ma anche il nuovo corso Lifestyle/Sapori&Amori di via Solferino è ridicolo.

Porfirio