Home » Cambiare Democrazia

PIUTTOSTO CHE L’OLIGARCHIA DEI PROCI UN TIRANNO DEL BUONGOVERNO

novembre 2015 by:

La presente democrazia -a stare ai gridi ‘all’armi’, ai singhiozzi, ai lai delle scorse settimane- deve avere salute cagionevolissima. Non c’è corrente d’aria che non produca polmonite. Questa democrazia non cammina, barcolla. Ancora un po’ e stramazza. Un Jobs Act, una Buona Scuola, qualche paletto sul diffamare a mezzo stampa, qualche mortificazione di una seconda Camera inutile anzi nociva però costosa; soprattutto l’andare per le spicce di Renzi la tramortiscono e pugnalano. Credevamo che le vittorie della Resistenza (che abbatterono il Terzo Reich), e in più un paio di repubbliche da essa nate, avessero edificato un sistema più perenne del bronzo.

Al contrario. I toscani liberticidi del Giglio Magico congiurano contro la Più Bella delle Costituzioni. Addirittura non c’è odalisca fatta ministra da Matteo che non sia sospettata di cospirare contro la libertà in combutta con Alfredo Rocco, il capogiurista di Mussolini. E non parliamo del Sultano dell’odalisca, il Fiorentino (forse reincarnazione di Catilina, o del duca Valentino, o di Valerio Borghese principe della Decima Mas). E’ chiaro che Egli si sta insignorendo della Patria cara a Mattarella e ad Aldo Cazzullo. Forse si proclamerà Autocrate dello Stivale. Magari Pantocratore.

Persino una legittima assemblea dei dipendenti del Colosseo è stata, per gli spietati bravi di palazzo Chigi, un’altra occasione per menomare le lotte dei lavoratori. Col pretesto, oggettivamente bieco, che migliaia di turisti aspettavano ai cancelli dei Beni Culturali, i liberticidi hanno stilato un decreto che immiserisce la democrazia. Che paese è questo -ha bonariamente sbraitato Camussa- che proibisce le Pallacorde nell’orario d’apertura del Patrimonio storico? La regina Taitù dei dipendenti&pensionati avrebbe potuto ricordare che quando Franz Schubert compose quel più doloroso dei Lieder, ‘La morte e la fanciulla’, in realtà profetò la fine straziante della democrazia nel Lombardo-Veneto e nel resto dell’ Espressione Geografica (proprio così ci definì il principe Metternich, Italien ein geographischer Begriff).

Ma un momento! Di che parliamo? Nell’Espressione Geografica la democrazia (che si dice morente) è ancora da nascere. Il regime che la Costituzione dei partiti ci impose è un’oligarchia, non una democrazia. Per di più ha vocazione pluto-cleptocratica. La democrazia nascerà quando i partiti saranno aboliti, il sorteggio sostituirà le urne elettorali, il popolo conterà qualcosa più dello zero d’oggi.

Allora i gridi d’allarme, i singhiozzi e i lai di cui all’incipit riguardano l’oligarchia degli impostori e dei plutocrati, non noi. Le Istituzioni rappresentative sono quella cosa in cui, oltre a rubare tutto il possibile, si volta allegramente gabbana e si vendono voti e votanti.. Nella legislatura precedente cambiarono gruppo parlamentare 261 lestofanti. In quella presente addirittura 308, e siamo ancora a metà legislatura. Mani Pulite dimostrò che la nostra classe di potere è la peggiore d’Occidente. Da allora la corruzione risulta cresciuta, non diminuita. Dunque i pericoli che si additano incombono sui clepto-oligarchi, non sul popolo. Il popolo, se troverà un ty’rannos in gamba, farà un affare.

Direte, sdegnati: Renzi pratica il cesarismo. Ebbene, meno male! Le riforme vere, quelle che cancellino l’oligarchia, esigono Cesare. Più ancora lo esige l’avvento di questa o quella formula di democrazia diretta. Lo sanno tutti che la grande democrazia ateniese fu gestita da un principe, l’alcmeonide Pericle, che tra gli antenati vantava un re d’Atene.

Ora come ora, questo Renzi che dicono voglia farsi monarca risulta il più efficiente degli oligarchi, avendo saputo surclassare tutti. Ebbene rafforzi il suo potere. Altrimenti sarà abbattuto dai lillipuziani di Bersani e Gotor, dai moschettieri di Arcore, dai cagnaristi di Beppe, da Salvini.

Non soltanto nell’antichità greco-romana, un tiranno che sapeva il fatto suo faceva meglio di un’intera casta di difensori della legalità di comodo. Nel caso nostro la legalità della Costituzione partitica è una iattura, è nemica del Buongoverno. Se un giorno, caduto Matteo Renzi, le Cinque Stelle vorranno provare a schiodare le assi e le travi tarlate di questa repubblica, dovranno ripudiare la via parlamentare finora battuta a vuoto. Dovranno aggredire il parlamento e la Carta con tutte le Istituzioni.

Porfirio