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GIANNI FODELLA

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L’illusione di poter prevedere ciò che più ci interessa permea da sempre la psiche umana e ha dato vita a credenze di ogni tipo e livello: dagli oracoli agli indovini, dagli stregoni agli astrologi, dai sommi sacerdoti e profeti agli esponenti di spicco di ogni religione. A questi sono succeduti gli “scienziati sociali” come i sociologi e soprattutto gli economisti che – tra l’incredulità generale e la ferma convinzione degli addetti ai lavori – si sono cimentati in quest’arte senza speranza. Gli economisti in particolare sono stati spesso (e giustamente) …

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Per INTERNAUTA
AUTORE GIANNI FODELLA
Dopo i ripetuti tentativi di dirlo nelle pagine precedenti, si potrebbe concludere almeno provvisoriamente (tenendo conto che nulla dura di più del provvisorio) che la politica economica internazionale riguarda gli Stati, e anche se di questa impostazione non si può fare a meno, il vero e sostanziale risultato al quale deve tendere ogni azione di politica economica non può che essere il bene degli individui, delle famiglie e delle imprese.
Le collettività umane si sono raggruppate nel passato in vari modi: intorno a un capo il cui potere …

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PER CHI LAVORA IL TESORO DEL NOSTRO PAESE?
di Gianni Fodella
A giudicare da quanto è accaduto nella composizione del debito pubblico italiano nella prima metà dell’ottobre 2016, sarebbe lecito chiedersi ancora una volta nell’interesse di chi operi il Tesoro del Paese chiamato Italia.
Nel mercato secondario dei 72 Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) oggi in essere se ne trova uno di durata cinquantennale, il BTP 1 marzo 2067 al 2,80% emesso a 99,194 all’inizio di ottobre e che nel mercato secondario era quotato 96,9 il 14 ottobre, 95 tondo il 17 ottobre …

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L’antropologo americano Marvin Harris afferma, nel suo affascinante, profondo e divertente libro (1), che noi appartenenti al genere umano condividiamo le nostre abitudini alimentari con maiali, scarafaggi e ratti: infatti siamo tutti onnivori. Potremmo aggiungere che con iene e lupi condividiamo invece la caratteristica di essere mammiferi e predatori gregari.
Questa seconda caratteristica è assai più importante della prima, al fine di capire perché alcuni di noi posseggono più cibo di quanto ne potranno mai consumare, mentre altri più sfortunati o meno rapaci (anche se non meno capaci) vedranno i loro …

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Chi, come me, è nato prima della guerra (quale guerra – chiederà qualcuno – dato che l’unico periodo di relativa pace tra il 1945 e oggi è stato quello della “guerra fredda”) ha personalmente sperimentato il cambiamento climatico.
In ogni inverno a Vercelli (dove sono nato) nevicava, e non era raro avere un metro di neve nelle strade. La fioca dicembri(g)na la sta tre meis an’sla casi(g)na dice un eloquente proverbio locale in uso fino a 60-70 anni fa, oggi quasi certamente dimenticato e comunque privo di relazioni con la realtà …

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Sul Corriere della Sera del 19 febbraio 2014 (p.47) appare il testo di Sergio Romano “AGENZIA DI RATING NELL’UNIONE Le perplessità di Bruxelles” in risposta a una lettrice sul rinvio al 2016 della discussione su un’agenzia di rating europea. Premesso che condivido la documentata, saggia e corretta risposta data alla lettrice che lo interrogava, vorrei fare alcune osservazioni.
Le agenzie di rating che “dominano in questo momento il mercato” NON HANNO “un gran numero di economisti e ricercatori in grado di leggere e verificare attentamente i bilanci degli Stati e di …

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Anche se il razzismo esiste, vi faccio osservare che è scientificamente appurato che le razze umane non esistono: apparteniamo tutti alla stessa razza, per l’appunto umana.
Parlare di “parità di trattamento e rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica” fa invece pensare che le razze e le etnie (un pietoso quasi sinonimo) esistano. La razza umana è composta di persone con gli occhi tondi o a mandorla, dalla pelle più o meno scura, con capelli che variano dal nero, al rosso, al biondo e che parlano le lingue più diverse avendo abitudini alimentari diverse e professando religioni e credenze differenti.
Il …

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Nel commentare un recente articolo del quotidiano Washington Post sulla situazione economica del nostro Paese, Marco Fortis (economista e vicepresidente della Fondazione Edison) in un’intervista del 3 luglio – fattagli da Paolo Vites per “il sussidiario.net”, sottolinea come il fosco quadro dell’economia italiana dipinto dal quotidiano americano sia privo di fondamento quando parla del “crollo di competitività” nei confronti della Germania.
Quanto al nostro “modello culturale” (evasione fiscale e scarso spirito civico) potremmo ribattere discutendo delle ruberie fatte dai banchieri inglesi e americani (speculazione contro la lira, freno a una politica energetica …

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di Gianni Fodella, docente universitario di Economia all’Università statale di Milano
Per una rettifica dei termini
Siamo immersi nel disordine e a questa confusione contribuiscono potentemente giornali, radio e televisione, i mass media che sarebbe più corretto chiamare mezzi di disinformazione di massa.
Molto di ciò che è accaduto a danno dell’umanità deriva dalla mancanza di una vera comprensione della realtà di cui è in buona parte colpevole l’uso irresponsabile della lingua. Le parole vaghe e imprecise sono fonte di confusione, nascono da concetti sbagliati e perpetuano l’errore nel quale si dibatte l’umanità …

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Scrive il grande economista Giorgio Fuà nell’introduzione al suo “CRESCITA ECONOMICA Le insidie delle cifre” (il Mulino 1993): “Le cifre del reddito nazionale – che cinquant’anni fa interessavano solo uno sparuto numero di specialisti – sono oggi argomento quotidiano per il grande pubblico. E’ divenuto uso comune riferirsi ai livelli di reddito pro capite per giudicare se e quanto un paese “stia meglio” di un altro; e guardare il tasso di crescita (in termini reali) del reddito stesso come indicatore della rapidità con cui un paese riesce ad avanzare sulla …

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Note a margine di un anniversario sul quale riflettere
………………… il bel paese
Ch’ Appennin parte e ‘l mar circonda e l’Alpe.
Così Francesco Petrarca definiva l’Italia sette secoli fa. Ha senso celebrare l’unità della nazione (unità comunque parziale, dato che la nazione italiana sta in parte anche in Corsica, nel Canton Ticino, in Slovenia, in Croazia, ecc.) il 17 marzo 2011?
Ma il 150° anniversario della proclamazione a Torino del Regno d’Italia non va confuso con la celebrazione dell’Unità d’Italia, dato che la nazione italiana esiste da molto più tempo e la sua …

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Si può prescindere dal petrolio?
Le genti che popolano i paesi del Mediterraneo hanno soprattutto a che fare con le terre che da esso sono bagnate. I paesi sono da millenni arroccati sui monti, difesi dalla natura e dalle mura. Un bel giorno (o forse brutto) in queste terre e in queste strette strade hanno cominciato ad arrivare le automobili: una grande comodità per i privilegiati che le possedevano e potevano usarle, una grande curiosità e un po’ di invidia per (quasi) tutti gli altri. Pochi coloro che, come i veneziani, …

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Il caso del Giappone
Giusto al tempo della nascita dell’Italia unitaria che stiamo ricordando il Giappone, dopo quasi tre secoli di isolamento dal resto del mondo, temendo di perdere la propria indipendenza nel vedere che cosa era accaduto alla Cina che si era opposta alle prepotenze degli inglesi (guerre dell’oppio del 1839-42), decise di porre le basi industriali necessarie a dotarsi delle armi moderne che non possedeva. Così, dal 1868 si industrializzò per armarsi, si mascherò da paese europeo imitando spesso in modo ridicolo Inghilterra, Francia e Germania dalle quali prese …

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L’Egitto e la Tunisia configurano e rappresentano forse il futuro dell’Italia?
Non è escluso, se si tiene conto che il sommovimento (in inglese shaking off, in arabo intifada) che scuote oggi questi paesi trova la sua base soprattutto in un dato, essenziale per il genere umano: la mancanza di lavoro e quindi di reddito.
In Italia la situazione non è arrivata al punto di rottura per tre importanti ragioni: livelli di reddito, sistema pensionistico, dinamiche demografiche.
Non soltanto il tenore di vita medio è qui molto più elevato, ma la previdenza sociale garantisce …

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Quando Mazzini fonda a Berna la “Giovine Europa” nel 1834 le sorti del mondo sono nelle mani delle potenze europee, eppure i popoli delle nazioni più potenti d’Europa sono caratterizzati dalla miseria più nera:
Dickens pubblica “Oliver Twist” nel 1837-38, Marx attinge a documenti ufficiali del Parlamento inglese e ai numerosi studi sul pauperismo per documentarla nel Libro Primo de “Il Capitale”. La sia pur parziale presa di coscienza di questa intollerabile miseria porta alla nascita dello stato sociale moderno nella Germania di Bismarck nel 1883-89. Le idee socialiste, il …

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Percorrendo le strade del cosiddetto progresso tecnico (meccanizzazione, irrigazione dei campi attraverso canalizzazioni moderne, fertilizzazione chimica) l’Egitto si è trovato ad avere più disoccupazione e ad essere soltanto in grado di offrire gli stessi prodotti derivanti da altre agricolture mediterranee. Con quali risultati per il Paese? Non molto incoraggianti se si pensa che l’Egitto, un paese uso a giocare un ruolo come produttore ed esportatore a livello mondiale, è andato perdendo terreno sul piano della competitività. Le merci egiziane rappresentavano infatti a metà del Novecento lo 0,84% delle esportazioni mondiali …

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Una premessa.
Il mondo di oggi si trova conteso tra due civiltà molto diverse e quasi ignare l’una dell’altra. Con buona pace di chi ritiene di essere al corrente di come stiano veramente le cose grazie all’opera vasta e continua dei moderni mezzi di disinformazione di massa, in Occidente ignoriamo i valori quotidianamente e inconsapevolmente vissuti da chi si è formato in Estasia, l’area geoculturale che ha al proprio centro la Cina e che comprende a Nord l’arcipelago giapponese e la penisola coreana, e a Sud la penisola indocinese, Thailandia, Malaysia …