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L’America che in un tempo lontano fu la Fidanzata del mondo, oggi ripugna per molti suoi lineamenti: cominciando dal bellicismo, al tempo stesso permanente e frustrato. Ambirebbe a impiegare una forza che nella storia non fu mai data altrettanto smisurata. Non può perché precipiterebbe nell’abiezione, si confermerebbe il più canagliesco degli imperi. Ha il pugno proibito, come un pugile professionale.
Peraltro, da qualche anno, si dubita addirittura sia ancora un impero, con tanti fallimenti più o meno gravi. Trionfarono nel 1945; da allora non hanno più vinto un confronto militare. Nel …

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Infuria nelle conventicole dei letterati e nei retrobottega dei librai la zuffa, a chi spetti tra i Grandi dei generi burlesco, satirico, rozzamente fescennino, di celebrare in versi il gran fatto ìlare dell’ultima quindicina dell’anno: il cardinale Tarcisio Bertone dona centocinquantamila ducati all’Ospedale Bambin Gesù, il polo d’eccellenza della pediatria, insidiato sì dalle ruberie però salvato dalla munifica donazione. Spetterà di poetare a Plauto o a Giovenale, al Berni, a Folgore di San Gimignano che in forme vernacolari si esprimeva su toni bassi? Piuttosto a Boccaccio, al Ruzzante, al Pietro …

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Chi, come me, è nato prima della guerra (quale guerra – chiederà qualcuno – dato che l’unico periodo di relativa pace tra il 1945 e oggi è stato quello della “guerra fredda”) ha personalmente sperimentato il cambiamento climatico.
In ogni inverno a Vercelli (dove sono nato) nevicava, e non era raro avere un metro di neve nelle strade. La fioca dicembri(g)na la sta tre meis an’sla casi(g)na dice un eloquente proverbio locale in uso fino a 60-70 anni fa, oggi quasi certamente dimenticato e comunque privo di relazioni con la realtà …

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Quando apparve J.M.Bergoglio, uno di Internauta sostenne, nella sua nullità, che un papa col suo profilo aveva il potenziale da una parte, l’obbligo dall’altra, di andare ben oltre il ruolo dei suoi predecessori: di diventare il conduttore del mondo, il Mosè della rigenerazione non solo cristiana. A condizione che facesse il rivoluzionario vero, il distruttore nei fatti e non nelle enunciazioni. Il più convincente degli atti che gli spettavano era ripudiare Roma, col suo retaggio e il suo presente. Abbandonare l’Urbe fisicamente. Portare il vertice della Chiesa e una Curia …

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Grazie alla liberalità di questo giornale, dove si discute di tutto, sono felice poter pubblicare la mia prima intervista al duo musicale PERSONИE. Sul loro profilo facebook, si definiscono così: PERSONИE è ognuno, quindi nessuno, in ognuno siamo maschera in persona. Siam PERSONИE (in francese “nessuno” nda).
Internauta li ha invece scovati e ha dato loro un volto e un nome: Andrea Astolfi, voce e Manuel Borgia che scrive i testi (d’ora in avanti essenzializzati ad A e M). A e M sono una vera promessa della musica italiana: il 4 …

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Se un bello spirito si metta in testa di argomentare contro il genere dell’autobiografia, è possibile che scelga come bersaglio “Confronting History- A Memoir” di George L. Mosse, pubblicata nel 2000 dall’Università del Wisconsin, tradotta da Laterza col titolo “Di fronte alla storia”. Secondo il suo seguace Emilio Gentile, autore di una Premessa all’edizione italiana, Mosse fu “uno dei più originali e innovativi storici dell’età contemporanea. Renzo De Felice molto lo ammirava. Credo si possa parlare, senza esagerazione, di una ‘rivoluzione mossiana’ nella storiografia sul fascismo e sul nazionalismo. Mosse …

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Quasi opposte come sono le figure politiche e umane di Giovanni Giolitti e di Matteo Renzi, probabilmente le loro parabole storiche risulteranno pressoché uguali. Il secondo è, tra i politici delle due/tre repubbliche dello Stivale unito, il più brillante, il più assertivo, il più rinascimentale; in ogni caso, il solo che abbia provato ad innovare. Giolitti fu il maggiore dei primi ministri del Regno tra Cavour e Mussolini. Aggiornò il sistema liberal-capitalista, scongiurando che restasse un’oligarchia di notabili reazionari e che fosse abbattuto, come altre monarchie, dalla Grande Guerra e …

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Sbagliano gravemente le capitali europee a scegliere l’inazione. Sbagliano gravemente i ciambellani che hanno insediato a Bruxelles, a giudicare esigua e non catastrofica per i nostri proletari l’invasione umana dal mondo della miseria. Credendo di scegliere il male minore, o di arricchirci di lavoratori sottopagabili, o addirittura di compensare il calo delle nascite, i vari Renzi ragionano come quei governanti romani che, confrontati dalle prime invasioni barbariche, nel 375 autorizzarono uno stanziamento di Unni nella Mesia al di qua del ‘limes’ danubiano. A Roma non si immaginò che i barbari …

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Andare all’estero a combattere, persino a morire, per nobili cause altrui è una bella tradizione che ha vivificato e fatta più amabile la storia contemporanea. Lasciando stare Giuseppe Garibaldi e altri sommi, ricordiamo il nostro impavido conte Santorre di Santarosa: scrisse “Delle speranze degli Italiani”; falliti i moti piemontesi del 1821 visse poveramente in esilio; nel 1824 si imbarcò per la Grecia in lotta ; dette la vita l’anno dopo in uno scontro a Sfacteria. L’anno prima era morto a Missolungi Lord Byron: il suo slancio era di procombere per …

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Esistono i maestri, esistono i cattivi maestri, infine esistono i maestri sicofanti o semplicemente ‘dementati’ (quos Deus vult perdere, dementat). Dementato è termine letterario. Come docente universitario, Angelo Panebianco esercita tecnicamente un magistero, si vedrà in quale delle tre categorie. Giorni fa ha apostrofato sul Corriere della Sera la nazione americana, sotto il titolo “Per Obama arriva la scelta più difficile. L’Europa è strategica”. L’ingiunzione: “Devono capire che è nel loro interesse essere coinvolti nella protezione del Vecchio Continente. Un piano lungimirante per contrastare e prevenire le ondate di violenza …

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Il 3 luglio di quest’anno il britannico qualsiasi, né amico né nemico dell’Europa unita, festeggia quella che fu la manifestazione più impressionante della durezza nazionale: Mers-el-Kebir.
Il 18 giugno 1940 la Francia annientata dal Terzo Reich aveva accettato la disfatta e firmato la resa. Il premier britannico Winston Churchill, non solo guerrafondaio ma anche invasato di ogni prodezza militare, non indugiò a compiangere l’alleata di due conflitti mondiali. Ordinò alla Royal Navy di impedire a qualsiasi prezzo che la flotta francese cadesse alla Germania. Il trattato d’armistizio escludeva tassativamente questa ulteriore …

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Oh commensale degli Dei,
mi avessero letto il tuo fax di ieri mentre ero al volante, per la felicità avrei perso il controllo del veicolo ex-US Army, sarei precipitato; mentre facevo il cardiochirurgo, mi sarei confuso al punto di amputare un braccio; mentre rubavo e mentivo (essendo un politico italiano), tramortito dalla Grazia sarei diventato onesto! Altri prodigi sarebbero stati operati da un fax così somigliante a un fiat di Jahvé!
Mettiti nei miei panni: non ti avrebbe inebriato quell’elogio ‘Vogel Prophet’, tu che nella Sala da Musica cadevi in trance ai …

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Non poteva che andare così: le azioni partigiane che provocarono rappresaglie appaiono gloriose ai fautori della Resistenza; sono giudicate spietate e infami dalle popolazioni che subirono le vendette, nonché dagli avversari della Resistenza (sono assai più numerosi di quel che ci eravamo abituati a pensare). Tutto ciò è addirittura banale; merita solo qua e là dei distinguo. Per esempio non è stato detto abbastanza chiaro che a volte i capi comunisti non approvarono l’assassinio quale strumento principe della resistenza: anche per l’esiguità degli apporti di tutti i Maquis alla sconfitta …

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Si consoli Angelo Panebianco: capitò anche a giganti del pensiero quali Martin Lutero (in sottordine, anche a Filippo Melantone) e a padreterni dell’astronomia come Tycho Brahe, di respingere la svolta eliocentrica di Copernico. Col tempo, e col sostegno delle conquiste di Keplero, Galileo e Newton, il grande polacco trionfò. Oggi, nel suo areòpago celeste, Copernico ha la soddisfazione di dare il suo nome a tutte le scoperte, teorie e prospettive che capovolgono ogni concezione precedente.
Non per questo Lutero e Tycho Brahe devono sentirsi umiliati per sempre. Lo stesso Panebianco non …

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I collateral damages -i civili uccisi dal napalm e dai droni; i fucilati delle Fosse Ardeatine, prezzo dovuto pagare per l’azione “militare” che spezzò le reni alla Wehrmacht; gli arsi vivi nei firestorms di Amburgo; gli immolati innocenti di centomila episodi bellici- i collateral damages dicevamo si usano amnistiare: “dure necessità della lotta”. Ma almeno ribelliamoci ai sottoprodotti inesorabili dei naufragi dei barconi: i singhiozzi dei grandi media. Dopo il rovesciamento del battello dei 900, i direttori di Repubblica e della Stampa, più Claudio Magris e Barbara Spinelli hanno infierito …

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Volete una figura di capitano d’industria quasi opposta al tycoon tipico dei nostri giorni, tutto mondanità, barca, machiavellismo, intrinsichezza coi politici e coi media? Ecco Vittorio Sella (1859-1943). Quando non era di turno alla guida del nostro maggiore gruppo laniero -il Biellese poco dopo l’Unità contava 94 stabilimenti lanieri- questo Sella scalava le montagne più alte del pianeta: dalle Alpi sovrane al Caucaso centrale (dodici cime più alte del Bianco), dal Himalaya al Ruwenzori. Soprattutto fotografava quelle montagne. Vittorio Sella è il pioniere e il maestro della fotografia di vette …

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E’ educativo rileggere due anni dopo il pezzo “I lavoratori usa e getta nel tempo del declino” di Luciano Gallino, celebrato sociologo di osservanza progressista; pezzo interamente volto a denunciare “i dirigenti confindustriali i quali riescono a dire che l’Italia è un paese in cui è difficilissimo fare impresa”. Per Gallino “più che una dichiarazione di insipienza è, da parte dei manager, un’offesa alla memoria dei loro predecessori, quelli che in meno di vent’anni fecero di un paese semidistrutto dalla guerra, che ancora nel ’51 aveva più del 40% di …

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Uno che non abbia letto le 950 pagine de Il Capitale nel XXI secolo (titolo della traduzione italiana- Bompiani),e che non si proponga di farlo, in quanto poco attratto da alcuna rivisitazione di Karl Marx, sente l’obbligo di giustificarsi. Non si impegnerà sul pensiero di Thomas Piketty essendo convinto che la validità teorica di certi pensieri, persino sommi, sia di fatto irrilevante.
E’ invece decisivo capire chi porterebbe avanti in politica le teorie di Piketty. I precedenti fanno pensare che il braccio secolare del Maestro sarebbe, in Francia, il tradizionale progressismo …

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Sono cresciuta in un paese di piccola montagna, nell’interno della Puglia. Un paese fatto di case che sembrano uscire dalla terra collinosa, con i suoi alberi selvatici, i suoi cespugli cupi. Un paese che ha la dignità della gente di montagna, e non la fama. Ci sono reminiscenze antiche un pò dovunque, nella terra, nei costumi. Ci sono tracce di Albania nel parlato più stretto degli anziani, nei ricordi stranieri e sofferti delle loro menti.
Ci sono nuovi palazzi e spiazzi, e tracce inevitabili di modernità, oltre alla vecchia piazza, da …

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A cento anni esatti dai negoziati che ci fecero precipitare nel carnaio del primo conflitto mondiale, abbiamo avuto tre dei quattro governanti teoricamente preposti alla pace e alla guerra -presidente del consiglio, ministro della Difesa, ministro degli Esteri; (il capo dello Stato taceva)- i quali annunciavano che serviva una nostra spedizione in Libia, e che eravamo “pronti a combattere”. I polli rideranno molto a lungo di questo annuncio, presto sconfessato da Renzi. Combattere è una prospettiva su cui finora avevano farneticato solo bislacchi colonnelli in pensione, i piazzisti di Finmeccanica …

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“Molto resta da fare perché i dati del Quirinale siano pubblici e facili da trovare. Come invece già accade per Buckingham Palace o per la Casa Bianca. Non sarà arrivato il momento, tanto più dopo i misteri, le nebbie, le trappole, i veleni di questi giorni di conciliaboli nelle segrete stanze, che il futuro inquilino del Quirinale spalanchi alla massima trasparenza anche il Colle? La blindatura top secret  di ogni voce di spesa quirinalizia è rimasta intatta anche negli anni di Pertini e di Cossiga; perfino di Ciampi, che pure …

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E’ quasi certo che tutti gli altri quirinabili sarebbero stati peggiori, per questo o quel motivo. Tuttavia taluni indizi che al momento si profilano a carico del successore del Partenopeo non sono lievi.
Fino a poche ore fa era giudice costituzionale e, con un emolumento vicino al mezzo milione -la Democrazia tratta signorilmente i suoi ciambellani- non risulta avesse imbarazzo ad abitare nella foresteria della Consulta (foresteria che non dovrebbe esistere). Saremo felici di ritrattare questo minore addebito, se emergerà che Egli pagava per l’alloggio al livello di uno degli indirizzi …

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“Il Louvre raccoglie nove milioni di visitatori all’anno, la Città Proibita dodici milioni. L’Italia apra al pubblico la reggia dei papi e dei Savoia”. Con La Casta  Gian Antonio Stella era diventato, con Sergio Rizzo, il più benemerito tra i giornalisti, vero e proprio condottiero della rivolta antipolitica. Invece pochi anni fa era precipitato nel ridicolo annunciando una sua soluzione all’insolubile problema di integrare gli immigrati nelle  città. La soluzione gli appariva geniale: “sparpagliarli, sparpagliarli nei quartieri buoni invece di ghettizzarli nelle periferie”. Questioni razziali e culturali a parte, l’invenzione …