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Lo sapete tutti, ‘assillo’ è il nome in disuso di un insetto dei Dìtteri, chiamato anche tafano e in altri modi, che perseguita di morsi cavalli, bovini e altri quadrupedi. Dove trovano acque, i tormentati vi si cacciano dentro per trovare sollievo annegando gli assilli. Così io. Nel guardare 4-5 minuti un giorno sì e due no un telegiornale vengo punito dalle implacabili facce e natiche degli indignitari dìtteri della nostra politica, bersani santanché cicchitto gasparri e peggio, cominciando dal vendolo di Terlizzi. Non mi fanno ancora impazzire per la …

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Gli opinionisti importanti hanno smesso di disprezzare l’antipolitica. Ne sono costernati. Anticipano che la coprorepubblica andrà dove addita la Sicilia. Non dicono ancora abbastanza apertamente che, se i Vespri Siciliani del 1282 massacrarono gli occupatori francesi, scacciarono quelli che non scannarono e dettero l’isola a Pietro III d’Aragona, i Vespri del 2012 hanno avviato il crollo del sistema finora tenuto in piedi dagli ukase omertosi della Corte costituzionale. Come vedremo a parte -v. in questo Internauta “Almeno la rivoluzione menscevica di Michele Ainis”- l’unico autentico difensore del regime è un …

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Michele Ainis, unico monocolo in terra di ciechi, preferisce chiamare la sua sacrosanta rivoluzione “pacifica, ordinata ma senza dispense e indulgenze”; e bravo. Ma rivoluzione deve essere, come si può leggere in questo Internauta nel pezzo “I Vespri Siciliani Due esigono un altro 25 luglio 1943“. Il Palazzo dovrebbe ringraziare faccia a terra questo professore che, al contrario del resto della confraternita accademica, ardisce pensare futuro, lascia perdere manuali e dispense di diritto, irride senza dirlo alla Manomorta che impone il Regolamento della peggiore delle repubbliche.
Il libro più recente di …

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Un inviato di ‘Repubblica’, testata progressista però convinta conservatrice dell’esistente, ha descritto come epocale, o almeno illuminante, lo scritto di Luciano Gallino pubblicato da detto giornale il 2 novembre. Questo perché Gallino avanza la proposta che, nella crisi sempre più seria dell’occupazione, lo Stato si faccia ‘datore  di lavoro di ultima istanza’. Credevamo fosse un’idea molto antica, sperimentata dai faraoni e da Hammurabi re di Babilonia;  invece per ‘Repubblica’ è una svolta. Però risulta lunare che Gallino, un noto studioso, non proclami chiaro e forte che per diventare datore di …

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Gian Arturo Ferrari ha invocato un futuro “diverso dalla crescita senza fine” con un articolo che ‘Corriere della Sera’ (18 0ttobre ’12) ha intitolato “La crisi è il momento della verità: la nostra cultura serve a qualcosa?”. Ecco i paragrafi salienti:
“Forse questa non è una crisi, è qualcosa di molto diverso, di molto più profondo. Forse quel che abbiamo di fronte è la fine di un ciclo, di un’epoca. Il mondo che tramonta, sotto la cui legge -la crescita ininterrotta- siamo tutti vissuti, era iniziato attorno alla metà del secolo …

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Stiamo attraversando la peggior crisi economica degli ultimi decenni. Il governo tecnico sta esplorando molte vie per tagliare le spese e aumentare le entrate. Non che fino ad ora abbia brillato per fantasia (molte tasse e troppi tagli lineari), ma quantomeno lo ha fatto per onestà e determinazione. Due provvedimenti non sono stati tuttavia nemmeno presi in considerazione: la legalizzazione delle droghe leggere e della prostituzione.
A favore della prima si possono avanzare motivazioni quali la riduzione del danno, la lotta alla criminalità organizzata, la tutela della sicurezza, i maggiori introiti …

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-INTERNAUTA esce ogni mese-
NOVITÁ: La redazione aggiornata è in
                        “CHI SIAMO”
Consultate l’archivio dei singoli autori!
Internauta è un’officina di ideazione, un luogo per proporre e discutere nuove forme di democrazia. Inoltre diamo spazio ad approfondimenti su fatti e idee dal mondo, arte, e diamo cittadinanza a molte opinioni assenti dalla comunicazione di massa. In INTERNAUTA, le linee politiche convivono.
Uno dei modi più vividi di trattare la politica è progettarne il futuro. In questo “Internauta” vanta una credenziale in più. Alcuni di coloro …

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Morto nel disonore il comunismo, e assodata al di là di ogni dubbio l’irrilevanza delle varie famiglie del sinistrismo gauchiste, resta che l’avvenire è di una variante migliore del collettivismo. Dovrà essere opposta a quelle leninista e maoista, dovrà ispirarsi all’egualitarismo fraterno del convento, della gilda o del kibbuz. Senza la svolta neocollettivista non è concepibile alcuna delle bonifiche e delle opere di giustizia che la società attende, in Occidente come nell’Islam e altrove: ridurre a poca cosa i divari tra i redditi e le condizioni, cioè cancellare i miserabili …

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Mai come nel giorno che FIAT ha confermato l’abbandono del programma Fabbrica Italia risulterà la piena verità della profezia di Serge Latouche sulla decrescita. Una predicazione, la sua, ben più saggia che quella di Pietro l’Eremita per far partire la Prima Crociata. Più le manifatture chiudono, di norma per non riaprire, e più le tesi del filosofo francese risultano fondate. La fine dello sviluppo non è intuizione di Latouche, ma sua è la genialità di descrivere ‘felice’ la decrescita. Sua è, in parte, la coerenza di additare la frugalità come …

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Per Giampaolo Pansa (“Se continua così spuntano i colonnelli, ‘Libero’ 23 settembre) le cose dello Stivale vanno così male che la prospettiva del Putsch militare si fa realistica. Pansa ha ragione. La via legale non promette più nulla. Un generale dei carabinieri paracadutisti, anche monostella; meglio, un colonnello con ancora più fegato della monostella, col carisma di farsi seguire da altri ufficiali e sergenti maggiori, vincerebbe senza colpo ferire. Più che coordinare coll’indispensabile talento tecnico azioni disperse nel territorio, renderebbe irresistibile un colpo fulmineo su pochi, pochissimi gangli del potere: …

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Quando parliamo di battaglie globali per i mercati (=per la sopravvivenza) tendiamo a rinviare l’inclusione del Vietnam tra i vincitori. Sappiamo che è già un protagonista, però lo collochiamo nello sfondo. Per ora i numeri giustificano che si ragioni soprattutto di Cina. Però dovremmo prepararci a sorprese. 48 anni fa il Vietnam schiacciò i francesi a Dien Bien Phu. Più tardi osò l’inosabile, battere un’America resa spietata dalla vergogna, e vinse. Non fu solo questione di eroismo e di fibra umana; anche di pensare e di organizzare. L’America non ha …

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La crisi finanziaria americana,  e la conseguente crisi economica generale, è anche la caduta della visione ideologica  che ha dominato l’economia mondiale negli ultimi venti anni, sviluppata negli USA e diffusa nel mondo dai neoconservatori americani, dalle banche d’investimento statunitensi, dai loro portavoce presso le Università di tutto il mondo, dalle grandi società di consulenza.
Avevano detto che la deregolamentazione selvaggia dei mercati avrebbe portato produttività e benessere per tutti. Ora sappiamo che non è vero.
Avevano detto che il darwinismo sociale è il motore dello sviluppo e che la solidarietà sociale …

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I due maggiori pensatori spagnoli del Novecento, Miguel de Unamuno e José Ortega y Gasset, abitano nei Campi Elisi, il primo dall’ultimo giorno del terribile 1936, il secondo dal 1955. In vita si combatterono accanitamente, incarnavano due idee e due fedi divergenti della Spagna. E oggi, dalla loro contrada di paradiso, continuano a litigare? Chi dei due aveva visto meglio il destino della loro patria, che era stata grandissima? Chi è giusto sia il riferimento ideale della nazione del 2012, spaventata dal default ma assai prospera rispetto a quella di …

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Abbiamo l’abitudine di pensare: la Nazione continentale che dovremo a tutti i costi creare nel Vecchio Continente -in odio agli USA dovremmo chiamarlo Glorioso Continente- sorse carolingia e renana, sorse sulla volontà di due grandi popoli che si rifanno al fondatore del Sacro Romano Impero di non combattersi mai più. E’ vero, naturalmente. Tuttavia aveva ragione Manuel Fraga Iribarne -che fu presidente della Galizia dopo essere stato governante di vertice a Madrid; senza dubbio il maggiore tra gli studiosi spagnoli investito di responsabilità politiche- quando affermava che il sentimento d’Europa …

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Come capo di uno dei partiti della Spagna fattasi democratica, Manuel Fraga Iribarne fu un fallimento. Se invece si prescinde dalla sua decisione di mettersi nel gioco del parlamentarismo postfranchista, egli fu il politico più colto e significativo di Spagna nella fase tra il 1962 (ingresso nel governo di Franco) e il primo ministero (1976) svincolato dal Caudillo, presieduto dall’abile Nessuno Adolfo Suarez. Già ministro del Movimiento, cioè sahariana in chief, Suarez seppe convertirsi nel primo presidente della Transiciòn alla democrazia. Fraga, vice premier e da molti pronosticato per il …

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Madrid cadde veramente ai partiti, ladri un po’ meno dei nostri e meno voraci di emolumenti, rimborsi e ricche pensioni, trent’anni fa, il 28 ottobre 1982. Quel giorno il Partito socialista (Psoe), capeggiato dall’affascinante avvocato andaluso Felipe Gonzales, stravinse le elezioni generali: oltre 10 milioni di voti, 205 seggi alle Cortes contro 106 della malaugurata Alianza Popular di Manuel Fraga Iribarne. Il Partito comunista di Santiago Carrillo -successore ragionevole del fazioso parossismo  della ‘Pasionaria’ Dolores Ibarruri (parossismo temperato dalla volpina abilità di Palmiro Togliatti)- fu sul punto di spirare: 4 seggi.
Nei …

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Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale -cioè uno degli esuberi, il giorno che la Costituzione e la Corte saranno cestinate- ha incriminato gli italiani in blocco nell’irosa risposta che ha dato (‘Corriere’ 24 settembre) a Michele Ainis; il quale aveva definito zavorra il decentramento dello Stato, e sostenuto che dalla riforma nel 2001 del titolo V della parte seconda della Costituzione sono cominciati certi nostri guai. L’Emerito ha indirizzato contro “l’amico e collega” una serie di duri ‘non è vero’: 1) che la Costituzione trasformi le Regioni in potentati …

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Difficilmente si poteva argomentare meglio di come ha fatto il 10 novembre Roger Abravanel (nel blog Meritocrazia.corriere.it) che la disuguaglianza sociale è un’apartheid;  che nei fatti la sinistra rinuncia a combatterla; che non riuscendo a superare certi propri tabù si può dire sia un’alleata della destra “per creare il Paese più disuguale del mondo occidentale”. Scrive Abravanel: “E’ da 20 anni che la disuguaglianza cresce, ma un conto è arricchirsi meno degli altri quando l’economia va bene, un altro è diventare più poveri mentre i ricchi accrescono il loro benessere. …

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Giuseppe Vacca, fratello maggiore di mio padre, era nato a Genova nel 1869. Il primo marito della loro madre eraGiulio Cesareda Passano, amico di Mazzini. In casa giravano parecchi cimeli e ricordi mazziniani. Giuseppe da adolescente frequentava amici repubblicani e conobbe Giovanni Serma di Bogliasco, falegname [“segatore di legno”] garibaldino combattente nel1867 aMentana con Garibaldi.
Nel settembre 1867 il Generale, lasciò Caprera ove era tornato dopo il suo successo a Bezzecca (l’unico nella guerra del 1866). Con 10.000 garibaldini mirava a riconquistare Roma. Aveva progettato l’impresa fiducioso che sarebbe stata appoggiata …

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Come giudicare il Settennato che va finendo? Per aver deposto il colpevole del berlusconismo, la nostra riconoscenza verso Giorgio sia eterna. Parecchio meno eterna per aver conferito mandato a Mario Monti di salvare l’assetto partitocratico, invece di abbatterlo. Nella somma algebrica la riconoscenza prevale: il berlusconismo era un vulnus grave. E’ indiscutibile che la scelta della persona di Monti sia stata la migliore in assoluto, per il solo fatto che non appartiene alla Casta dei politici quasi tutti ladri. Peraltro la missione affidata a Monti avrebbe dovuto essere più impegnativa: …

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Il sen.avv.prof. Piero Longo, leggenda del foro padovano e co-principe dei legali di Berlusconi, ha enunciato in rapporto ai casi del Lazio e di ogni altro contesto repubblicano la dottrina che potrà cambiare il futuro delle istituzioni. Ecco, un po’ semplificata, la tesi: poiché ogni corpo sociale comprende anche ladri e imbroglioni, è inevitabile (oppure: ‘è opportuno’) che un tot degli eletti del popolo siano ladri e imbroglioni. In tal modo le assemblee e le élites di governo riproducono genuinamente, dunque rappresentano, la società quale è. Oltre ad essere stringente, …

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L’11 settembre, sui problemi di Alcoa e simili, ‘La Stampa’ ha pubblicato un articolo di pure verità, ‘la Repubblica’ un articolo di pure falsità. Il primo ha un titolo che dice tutto: “Perché da noi il salvataggio è impossibile”. Ha scritto l’autore, Luca Ricolfi: “Che cosa si può fare? Mi spiace essere crudo, ma la sola risposta è: niente. O meglio: molto di assistenziale, poco di industriale. Siamo in Europa e gli operai che perdono il lavoro hanno diritto a qualche forma di sostegno del reddito. Ma non raccontiamo la …

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1. Cancellata per sempre la delega elettorale, in Italia produttrice della peggiore politica d’Occidente, la sovranità del popolo non viene più ceduta ai rappresentanti espressi dalle urne: essa resta ai ‘cittadini qualificati’ -o cittadini attivi, o supercittadini- scelti per un anno dal sorteggio. Essi la esercitano direttamente in continuo, sia attraverso la consultazione e deliberazione via telematica,  sia in quanto sorteggiati in 2° grado a fare un turno breve (p.es. un semestre) negli organi deliberativi ed esecutivi, governo centrale compreso. Il sorteggio sostituisce le elezioni. La Costituzione va cambiata in …