Cambiare Democrazia »

Folgorato sulla via di Atene dal sorteggio.
Joe Klein, una delle firme importanti della stampa americana, sembra galvanizzato dalla realizzazione, stranamente improvvisa, che “forse è il momento della democrazia deliberativa” (=non rappresentativa, non parlamentare, non appaltata ai politici col voto). Riportiamo largamente il suo intervento, su TIME del 13 settembre 2010, titolo (abbreviato) ‘What if we let people make decisions?”. Non è se non in parte la nostra idea di perché occorrerà a tutti i costi ‘cambiare democrazia’; però Joe Klein ha milioni di lettori. Una sola avvertenza: nel 1992, quando …

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Quello attuale brilla come uno dei rari momenti di grazia della moderna storia polacca. L’ultimo potrebbe risalire addirittura ad oltre tre secoli fa, quando il re Jan Sobieski salvò, si dice, l’Europa cristiana dall’invasione turca sbaragliando l’esercito del sultano sotto le mura di Vienna assediata. Poco dopo iniziò la spartizione del paese tra i grandi imperi circostanti, largamente agevolata da discordie e fragilità intestine. La riconquista dell’indipendenza alla fine della prima guerra mondiale fu un evento solo brevemente fausto. Il sogno di ripristinare l’antica potenza riannettendo vaste terre ucraine e …

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Una provocazione per migliorare la democrazia.
Il concetto di democrazia è andato, nelle moderne società occidentali, identificandosi col concetto di democrazia rappresentativa, e legandosi indissolubilmente con quello di suffragio universale. Tuttavia, visto il progressivo deterioramento che è proprio di ogni democrazia, per cui col passare del tempo la maggioranza (che, triste ammetterlo, storicamente non è particolarmente incline ad accettare progetti impegnativi e di lungo termine) smette di scegliere per il proprio bene ma resta vittima dei propri desideri immediati, si può forse oggi riaprire un dibattito proprio sul principio del suffragio …

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Una provocazione per migliorare la democrazia
Nell’attuale sistema, qualsiasi cittadino italiano, compiuti diciotto anni, ha il diritto di voto. La ratio di tale scelta del legislatore è che si ritiene che la maturità e la conoscenza necessarie per votare, si raggiungano con la maggiore età. Un simile sistema ha l’evidente pregio di essere estremamente semplice, ma l’altrettanto evidente difetto di essere approssimativo.
A fronte di una maggioranza di cittadini che si informano, discutono, si formano un’opinione (più o meno approssimativamente), c’è una minoranza, purtroppo non esigua, che pur dichiarando apertamente di “non …

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Sbotta Giovanni Sartori in un suo editoriale (Corriere 9.9.10): “Ma allora a che serve il sistema parlamentare?”. Appunto: di buono, quasi zero. Di pessimo, quasi tutto. Fu questo, non la Résistance, il merito imperituro dell’eversore Charles de Gaulle: aver tramortito a partire dal 1958 il parlamentarismo francese. La III Repubblica aveva avuto 69 governi e scandali senza numero. La Quarta mise 14 anni per suicidarsi. L’umiliazione del parlamento fu salvezza della Francia.
Da noi si è finalmente capito -per ora senza trarre le conseguenze- che abbiamo i politici più immorali dell’Occidente. …

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Tra le malattie che hanno ucciso l’idea socialista e quella comunista primeggiano la voracità ladra degli appaltatori della prima, la ferocia dei gestori della seconda. Sapere questo non spegne il rimpianto di quando esistevano alternative all’ipercapitalismo, oggi esso stesso in cattiva salute.
Come ci disgustano, da una parte, la disonestà e disinvoltura del craxismo, del felipismo spagnolo, del blairismo, e dall’altra l’arroganza, il settarismo, l’inumanità, l’autolesionismo praticati da Lenin a Togliatti, da Thorez e dalla Ibarruri a moltitudini di intellettuali opportunisti, così ci cresce dentro l’ammirazione per le grandi figure del …

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Percorrendo le strade del cosiddetto progresso tecnico (meccanizzazione, irrigazione dei campi attraverso canalizzazioni moderne, fertilizzazione chimica) l’Egitto si è trovato ad avere più disoccupazione e ad essere soltanto in grado di offrire gli stessi prodotti derivanti da altre agricolture mediterranee. Con quali risultati per il Paese? Non molto incoraggianti se si pensa che l’Egitto, un paese uso a giocare un ruolo come produttore ed esportatore a livello mondiale, è andato perdendo terreno sul piano della competitività. Le merci egiziane rappresentavano infatti a metà del Novecento lo 0,84% delle esportazioni mondiali …

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If I were a pollster I would quiz you and me with the following riddle: “When several observers or politicians warn that an imminent danger menaces the Italian institutions, what do they mean? What are they afraid of?”
The trite answer -Berlusconi with his money, Tv channels and shady connections might make a try at dictatorship- appears kind of unplausible in view of the Premier’s difficulties after years of wear and tear. I am volunteering an answer: what the Cassandras prophesy is the coup d’état of somebody else than Berlusconi, somebody …

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Rubrica: per capirci meglio.
Altri quattro militari italiani sono caduti in Afghanistan. Il contrasto tra opposte reazioni è stato stavolta meno assurdamente aspro che in precedenti occasioni analoghe. Non è però mancato del tutto e si ripeterà con ogni probabilità nel prossimo futuro, benché non sia il caso di augurarselo. Eppure dovrebbe essere chiaro a qualsiasi mente serena che le vittime dell’interminabile conflitto asiatico possono essere esaltate come eroi o bollate come mercenari solo ai fini della più cinica strumentalizzazione. Da parte, rispettivamente, dei sostenitori e degli avversari della nostra partecipazione …

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Due giornalisti che avevano fatto sognare.
Mi imbatto in un vecchio libro di Gian Antonio Stella, Lo Spreco. Italia: come buttare via due milioni di miliardi, Baldini & Castoldi, 2^ ediz., 1998 (tutte le malefatte espresse in lire). “Il più duro atto d’accusa -recita il risvolto di copertina- mai scritto contro le scelleratezze della pubblica amministrazione. Un reportage agghiacciante”. La copertina avverte che “la composizione di una mappa dettagliata degli sprechi è temeraria, se non proprio impossibile”. Ogni riga del libro, si può dire, è uno scandalo repubblicano. …

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Due giornalisti che avevano fatto sognare.
Quel giorno di agosto un’ascoltatrice affranta telefona a Sergio Rizzo, conduttore di una rassegna dei giornali a Radio Tre: l’Italia è la sentina di tutti i mali, mai la politica è stata così costosa e sporca, dovunque guardi è desolazione, non esiste un partito o un personaggio che sia migliore degli altri, che devono fare i cittadini? Laconica risposta del celebre giornalista: “votare”. Poi, per spiegarsi meglio, “votare”.
In mancanza di interpretazioni autentiche, il ‘votare’ di Rizzo vuol dire negare il voto al partito X …

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I have been listening to an African Catholic bishop narrating the modern occurrences of his country, Sudan. The very tall, forceful prelate, 60 or so, was describing the last two civil wars of Sudan with remarkable restraint, but since 1975 three and half million people lost their life. He did not really inveigh against Islamic fundamentalists, although they are there the harsh adversaries of Christians. He never mentioned Omar el Bashir, the Sudanese president whom the international Penal Court indicted for extremely grave crimes (Bashir is not universally condemned -a …

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CORRUZIONE IN RUSSIA: SISTEMICA
La corruzione è il problema più grave della Russia, annunciava cinque anni fa l’Economist, e non è detto che ci ripensi dopo la recente estate di fuoco. Era la Russia gratificata da una crescita economica impetuosa ancorché alimentata quasi esclusivamente dai proventi dell’esportazione di petrolio e oscurata dal crescente divario tra ricchi (con i malfamati “oligarchi” in testa) e poveri. Cominciava ad emergere un inedito ceto medio più o meno borghese, con annesse prospettive di sviluppo della cosiddetta società civile e di sperata evoluzione democratica di un …

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Il capitalismo ha vinto troppo, per l’insipienza o la follia delle varie sinistre. Sarebbe giusto che appena possibile gli alti redditi fossero semiconfiscati con le patrimoniali, coll’umiliazione dell’alto management, con la persecuzione degli yacht e delle banche offshore, con il licenziamento a titolo d’esempio di un burocrate e di un boiardo su dieci.
Al tempo stesso occorrerebbe che il diritto del lavoro alla italiana/francese venisse riformato, che i fossero depenalizzati e il diritto di licenziare allargato; che trionfasse la cogestione, implicante la partecipazione dei lavoratori alla gestione -profitti e perdite- delle …

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A seguito dell’assegnazione del premio Nobel a Robert Edwards, padre della fecondazione in provetta, e soprattutto dopo il recente ricorso alla Consulta sulla Legge 40/04 (o su ciò che ne resta), si è riaperto in Italia il dibattito sulla procreazione assistita.
Tralasciando quelle che possono essere le opinioni personali sul tema, quello che è stupefacente è l’argomento utilizzato dai sostenitori della legge in questione. Secondo costoro, politici o prelati, non si può “sovvertire la volontà popolare” che si manifestò tramite il referendum del 2005. Un tale assunto è assurdo sia da …

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Insieme a sfracelli ed angosce solo in parte rientrati, la crisi economica mondiale ha generato non pochi ripensamenti e riesumazioni. Tra le meno prevedibili (ma forse a torto) di queste ultime si annovera l’imposta patrimoniale, uno strumento fiscale che sembrava pressocchè dimenticato e comunque irrimediabilmente anacronistico nell’era della new economy, della deregulation, dei Chicago boys e così via. In Italia la sua sepoltura era stata in certo qual modo suggellata dall’estromissione dal parlamento dei partiti di estrema sinistra, gli ultimi a rivendicarla come un’irrinunciabile ma ormai esclusiva bandiera. Bandiera di …

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In our “western” universities our development-economists-to-be are taught everything about micro-finance. They study Mohammed Yunus’s life step by step. They are supposed to read “the Banker of the Poor” as if it was a holy script, they all should be familiar with those revolutionary (from the economical point of view) ideas that are the funding ground of the Grameen bank. Our students get an idea of how micro-credit should work, how a self-help group should be led, what a micro-finance institution is supposed to be.
Enthusiastic students will line up to …

Idee/Fatti del Mondo »

Un numero di luglio di Newsweek è, con una storia di copertina più un articolo , un De Profundis clamavi ad te, Domine (salmo CXXIX, sesto dei sette Salmi penitenziali; si canta negli uffici funebri). Un De profundis in morte delle convinzioni belliciste non tanto di Obama, quanto degli zelatori antifondamentalisti e iperlaici di casa nostra, sia conservatori sia progressisti.
Sono dieci anni che i pundit ‘democratici’, dagli editoriali della grande stampa ai pensosi oracoli di Prodi e D’Alema, ripetono “l’Afghanistan non è l’Irak, non è l’unilateralismo di Bush&Cheney americani prepotenti. …

Idee/Fatti del Mondo »

Accanirsi a difendere l’impresa nell’Afghanistan (=contro gli afghani) lo fanno in parecchi; ma solo l’argomentazione di Franco Venturini de “Il Corriere” è esilarante. L’ultima volta che un militare con le stellette è saltato su un ordigno esplosivo, il Nostro ha spiegato perché dobbiamo restare: “ Ancora una volta suona per noi l’ora del cordoglio, ma l’Italia non deve anticipare per conto proprio la exit strategy”. Perché non deve? “Se vuole tutelare i suoi interessi”.
Ulteriore spiegazione: “Il consenso popolare non è stato concesso a chi combatte i talebani. La guerra sembra …

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I’m writing you a letter because nowadays the epistolary form seems to be the most appropriate when it comes to expressing moral outrage.
Just like you, I’ve read Pier Luigi Celli’s letter in La Repubblica, encouraging his son to emigrate, to wander off into the horizon in search for a better future. Just like you, I’ve read the Time magazine article informing its readers (and anyone willing to listen) about the troubles a young Italian with a university degree encounters when searching for a job. And just like you, I’ve seen …

Politicarte »

Fashionism by Chris Sabbatini

Queste due immagini le ho sempre trovate geniali. L’associazione dittatura-società del consumo è espressa benissimo già dal gioco di parole, ma l’immagine la rende ancora più violenta e diretta. I simboli nazista e comunista sembrano sottointendere che le nostre scelte in fatto di acquisti, moda e vestiti non sono affatto liberi, ma imposti violentemente, e quasi a nostra insaputa, da una società in cui vali per ciò che hai. Il colore fuxia e i simboli fallici rimandano alla dimensione sessuale che è sottesa alla mania della moda e del consumismo …

Copertine »

Internauta è un’officina di ideazione, un luogo per proporre e discutere nuove forme di democrazia. Inoltre diamo spazio ad approfondimenti su fatti e idee dal mondo, arte, e diamo cittadinanza a molte opinioni assenti dalla comunicazione di massa.
Nel 1968, quando IlConfronto istigava il PCI ad insorgere contro Mosca, Rodolfo Mondolfo – il maggiore interprete del marxismo come umanesimo, prozio di una donna oggi nel nostro gruppo – così chiudeva il saggio “Uguaglianza e libertà”: ‘Ai dittatori bolscevichi possiamo opporre le parole che Marx scriveva nel 1847: ”Noi non siamo comunisti …

Cambiare Democrazia »

Leggendo il documento “Il Pericle elettronico” [dossier sulla tecnodemocrazia selettiva, materiali anglo-americani sulla superfluità delle elezioni e dei politici. La soluzione randomcratica: una nuova polis sovrana di super-cittadini scelti dal sorteggio] appare condivisibile il concetto di ritorno ad una democrazia in un certo senso “diretta”, l’utilizzo della tecnologia per consentire tale ritorno, l’impiego del metodo dell’estrazione e, soprattutto, l’idea di selezionare i più competenti e degni per ricoprire gli incarichi, attraverso una scrematura via via più ardua.
Sorgono tuttavia delle domande in ordine a certi aspetti problematici delle idee proposte.
Come evitare, …